sabato 11 aprile 2026

IL SOGNO DI SOFIA - CAPITOLO 2


Mentre i suoi amici si dirigevano verso l'uscita, pregustando la pasticceria, Sofia sentiva il passo farsi pesante, come se un'ancora invisibile la trattenesse in quel luogo silenzioso. La biblioteca non era per lei un rifugio di studio, ma un labirinto di risposte mancate, per un tormento che le rubava il sonno, notte dopo notte. Quel sogno... non era un semplice incubo, ne era certa. Era una voce, un'eco disperato che si faceva strada attraverso le pieghe della sua mente, una richiesta d'aiuto così tangibile che ne sentiva il peso opprimente sul petto anche da sveglia. Il suono era confuso, un sussurro distorto, ma il messaggio vibrava di una chiarezza dolorosa. Una comunicazione astrale, un ponte teso tra due anime, ma il come e il perché rimanevano avvolti nel mistero. Si inoltrò tra gli alti scaffali di legno scuro, dove l'odore di carta antica e cuoio si mescolava al profumo della carta dei libri più recenti. Sofia si sentiva persa in quell'oceano di conoscenza. Le sue dita sfioravano i dorsi dei libri, cercando titoli sulla proiezione astrale, sulla telepatia, su ogni forma di legame onirico tra esseri viventi. Sfogliava pagine polverose, i suoi occhi scorrevano rapidi tra righe di inchiostro sbiadito, ma ogni tomo sembrava nascondere la verità che cercava, offrendo solo teorie astratte e rituali complessi che non facevano al caso suo. Un sospiro scoraggiato le sfuggì dalle labbra, mentre posava l'ennesimo volume inutile su una pila già instabile della scrivania.

Nel frattempo, Annie, Nicolas e David, preoccupati per l'assenza dell'amica, decisero di andarla a cercare. Surya, percependo la loro apprensione, si unì a loro, immaginando che Sofia fosse semplicemente immersa nello studio. Entrarono nella vasta sala lettura, i loro passi attutiti dai tappeti orientali, e la trovarono quasi nascosta dietro una muraglia di libri. Sofia, con un'espressione stanca e concentrata, alzò lo sguardo solo quando l'esclamazione di Annie ruppe il silenzio. 

<< Sofia!>> la chiamò Annie, con un tono un po' troppo alto per quel luogo sacro.

<< Shh! Annie, fa piano o ci cacciano!>>  la rimproverò Nicolas, con un sussurro teatrale, portandosi un dito alle labbra. 

Sofia abbozzò un sorriso stanco. << Hey ragazzi...>> mormorò, la voce leggermente roca.

I suoi amici la raggiunsero, circondando il tavolo e curiosando tra i titoli dei libri che aveva accumulato.

<< Sofia, dai, cosa ci fai ancora qui?>> insistette Annie, con un pizzico di impazienza. << Dobbiamo uscire, avevamo appuntamento in pasticceria, non ricordi? >>

Surya, intanto, osservava Sofia in silenzio. La sua empatia gli permetteva di percepire l'ansia che le stringeva il cuore. Notò che i volumi non trattavano di materie scolastiche, ma di argomenti ben più oscuri e personali. Il suo sguardo si fece serio e preoccupato immerso in pensieri profondi.

<<Sì, lo so...>>  mormorò Sofia, abbassando lo sguardo sui libri, quasi a volersi nascondere dietro quelle pagine.

Poi, i suoi occhi incontrarono quelli di Surya. Un sussulto le attraversò il petto, e il suo cuore prese a battere all'impazzata. << Professore, c'è anche lei? Che... cosa fa qui? >> chiese, sorpresa, mentre le guance le si tingevano di un leggero rossore.

Surya con un sorriso gentile che le scaldò il cuore.

<< Ahh, sì, hai ragione...>> balbettò lei, abbassando lo sguardo per nascondere l'imbarazzo. << Quando non c’è lezione, è una persona comune.. >> Sofia era affascinata dal suo sorriso genuino e dal suo look dai colori accesi, così diverso dall'austerità degli altri professori. Nicolas, nel frattempo, ricordando una confidenza che Sofia gli aveva fatto tempo prima, la guardò con espressione preoccupata. << Sofia... hai di nuovo fatto quel sogno?>> chiese, a bassa voce.

Surya annuì impercettibilmente. << Percepisco che c'è qualcosa che ti tormenta da un po' di tempo, >> intervenne, il tono morbido ma lo sguardo attento.

Sofia sospirò, arrendendosi all'evidenza. << Sì, sapete... non riesco a dormire bene, ultimamente, >> ammise, passando una mano tra i capelli. << Cercavo tra questi libri una soluzione per riposare... o almeno una risposta su cosa possano significare quei sogni.>>

<< Quei sogni?>> fece eco David, perplesso.

<< Hai trovato qualcosa?>>  chiese Nicolas, stringendo leggermente la spalla dell'amica in segno di supporto.

<< Hai bisogno di aiuto?>> si offrì David, con genuina preoccupazione. << Potrebbero essere dei sogni premonitori, hai cercato?>>  suggerì Nicolas, con un bagliore di eccitazione negli occhi. << Ricordi quando io ho sognato di incontrare quella donna e poi, due giorni dopo, è successo davvero? Io ho questo genere di potere, posso aiutarti a interpretarlo.>>

Sofia scosse il capo. << Per questo all’inizio ho chiesto a te, Nicolas, ma... al momento non ho trovato nulla che possa darmi un'idea.>> Surya fece un passo avanti, la sua voce risuonò calma e profonda. << Forse la risposta è dentro di te. Ma saperla la risposta... ti spaventa.>>  Fece una pausa, osservando la reazione di Sofia. << Di cosa si tratta? E che sogno è? Magari ti posso dare una mano anche io. >> Sofia esitò per un istante. Lei, che aveva sempre dovuto cavarsela da sola, faticava a mostrare le proprie vulnerabilità. Ma lo sguardo sincero e preoccupato dei suoi amici e di Surya la convinsero. Era arrivato il momento di chiedere aiuto.

<< Ogni volta... faccio sempre lo stesso sogno...>> esordì, la voce leggermente tremolante. Un brivido le corse lungo la schiena al solo pensiero di quella visione. << Solo che, a ogni ripetizione, sembra più chiaro... più reale. Mi tormenta da mesi, come se la risposta fosse sempre più vicina.>>  Prese un respiro profondo, cercando di calmare il battito del cuore. << Io... io comincio a credere che non sia solo un sogno. Secondo voi è normale fare sempre gli stessi sogni per così tanto tempo? Per mesi? E se... se fosse un messaggio di qualcuno che vuole mettersi in contatto con me? In fondo, sono una Maga.>> Surya, a quelle parole, si irrigidì. Un lampo di preoccupazione e nervosismo attraversò i suoi occhi, e la sua voce si fece più alta e severa. << Perché non mi hai avvisato prima? Potresti essere in pericolo!>> 

Sofia sobbalzò, colpita dal tono inusualmente duro di Surya. << Io... non pensavo che.. >> mormorò, con la voce che era quasi un sussurro.  << E pensavo che... che sarebbe passata.>>

<< Potrebbe essere un messaggio premonitore, o di qualcuno, che ti cerca, dovevi parlarmene subito!>> incalzò Surya, con un tono severo che la colpì come uno schiaffo inaspettato. Il sorriso di Sofia svanì completamente, e un velo di tristezza le offuscò lo sguardo. Si sentiva piccola e in colpa. << Io... non pensavo fosse così importante, >> mormorò, abbassando il capo.

Surya, rendendosi conto di essere stato troppo duro, addolcì leggermente il tono. << Dai, dicci cosa hai visto.>>

Sofia prese un altro respiro profondo, cercando di mettere ordine nei suoi ricordi. << Sogno sempre una luce... bellissima e calda, che mi avvolge completamente. E questa luce... ha una voce. È la voce di un ragazzo.>> Fece una pausa, deglutendo a fatica. << Ma è una voce che non conosco, che non ho mai sentito prima. Poi... appare una sagoma di luce, e dice: aiutami! Mi hanno imprigionato, in un luogo buio, dove nessuno può trovarmi... se non tu. Devi fare in fretta, non ho più molto tempo, e ho quasi finito le energie. Tu sei l'unica che può aiutarmi, ti prego... cercami, trova la mia luce poi si interrompe>> la voce spezzata dall'emozione.  <<Si interrompe qui. La luce svanisce, lui si interrompe... senza nemmeno dirmi il suo nome o come posso trovarlo. Si alza un forte vento, ci sono terremoti, uragani... e quella voce scompare.>> Lacrime silenziose presero a rigarle le guance. <<Avverto il suo dolore... poi vedo delle fiamme che mi circondano, mi spavento e... mi sveglio.>> Asciugò le lacrime con il dorso della mano. << È strano perché... non riesco a vedere la sua immagine, il suo volto. A volte, sento come un grido straziante e disperato... sembra che stia soffrendo terribilmente. E sento che è... in contatto con me. Sembra... una persona logorata. Addolorata.. >> La sua voce si fece un sussurro tremante. << Mi chiede aiuto, ma io... io non so chi sia e come aiutarlo. E poi... perché chiama proprio me?>>

A quelle parole, Surya rimase in silenzio, immerso nei suoi pensieri. Un'espressione grave e pensierosa si dipinse sul suo volto. Iniziò a capire che non si trattava di un semplice sogno. Forse... forse era giunto il momento di avvisare Edward. << La scorsa notte...>> continuò Sofia, a bassa voce, << credo di aver visto la sua ombra... e l'alone di luce nella mia stanza>> Annie incredula << Nella tua stanza dove dormivi?>>

<< Sì sembrava... lì nella mia stanza. E quando mi sono svegliata... stavo male. Ho avuto come l'impressione che non fosse un sogno, ma che... che lui fosse lì con me.>>  Annie intimorita dal suo racconto << è terribile dobbiamo aiutarlo>> << Che strano!>> esclamò Nicolas, grattandosi il capo. << E non hai proprio idea di chi possa essere?>>

Surya prese parola, la sua voce seria e professionale. << In effetti, sembra che qualcuno stia cercando di comunicare con te, tramite i sogni o forse usando la dimensione astrale eterica. Forse... forse era davvero nella tua stanza, ma ti ha confusa nel dormiveglia.>>  Fece una pausa, osservando i ragazzi. << Ma solo i maghi dal potere di sesto grado sono in grado di comunicare e mettersi in contatto con un potere astrale e con un altro mago. Voi... voi siete ancora agli inizi.>> << Forse è qualcuno della scuola molto più potente di noi?>>  ipotizzò Nicolas, con una punta di eccitazione. << No, io credo che non sia un allievo della scuola, >> ribatté Surya, con decisione. << Sì, è molto potente, ma un allievo della scuola non è ancora in grado di gestire così bene questo potere. Richiede molta esperienza. >> 

<< Mmmh...>> commentò Annie, pensierosa. Preoccupata per la sua amica, si chiese chi potesse essere questa persona e quale potente entità volesse mettersi in contatto con lei, tormentandola in quel modo.

<< Sembra che questa persona, chiunque sia, non sia un mago qualunque come noi, >> osservò Annie, con un tono serio che non le era abituale. << Devi controllare i libri dei poteri astrali, guardare come funzionano... oppure informarti, controllare i giornali e vedere se è scomparso qualcuno recentemente.>>

Surya, con un'espressione indecifrabile, si allontanò leggermente dal gruppo. << Scusatemi, mi sono ricordato che devo fare una telefonata importante ed avvisare Edward, >> annunciò, con un tono che non ammetteva repliche. << Torno tra poco. >>

Senza attendere risposta, Surya si teletrasportò via in uno scintillio di luce bianca, scomparendo istantaneamente dalla biblioteca.

 << Hai controllato se qualcuno della scuola sia scomparso?>> chiese Annie a Sofia, non appena Surya se ne fu andato. << E comunque, come facciamo a sapere se nella scuola non ci sia qualcuno dotato di un potere del genere e che ti conosce? Magari si è esercitato in segreto. >>

<< Ci ho già provato, >> rispose Sofia, con un sospiro scoraggiato. << Ma è stato inutile. Sembra che nessuno abbia denunciato la scomparsa di uno studente o di chissà quale mago. Ho provato anche alla polizia, ma... niente che possa collegarsi a lui.>>

<< Surya ha ragione secondo me, >>  intervenne Nicolas.  << È qualcuno che non è della scuola. >>

<< Perché si è messo in contatto con me?>> si chiese Sofia, con voce tremante. << Potrebbe dirmi come fare... mi fa sentire così inutile. Vorrei aiutarlo, ma non so come... Vorrei tentare, ma... come? >>

Intanto, all'uscita della biblioteca, Surya era al telefono con Edward. La sua espressione era un misto di frustrazione e preoccupazione. I due sapevano benissimo di quale entità si trattasse, ma dovevano procedere con cautela. Nessuno aveva modo di rintracciarlo, e non sapevano se quell'entità fosse in realtà un demone o uno stregone che li stava usando come esca per ottenere il talismano. Si ma quale talismano? 

<< Mi sa che ci siamo...>>  mormorò Surya al telefono, la voce appena udibile.

La risposta di Edward fu calma, ma ferma.  << Va bene, sapevamo che sarebbe arrivato questo momento prima o poi. Anzi, in realtà ci speravo, perché... molti lo credono morto.>>  Fece una pausa. << Teniamoci pronti. Io cercherò di alzare una barriera di magia più potente intorno alla scuola. Bisogna essere certi che l'entità non sia un demone o uno stregone esca che vuole solo impadronirsi del talismano dell’angelo. >>

<< E io cosa faccio? >>  chiese Surya, con un tono che si fece più tagliente.  << Non mi piace mantenere questo segreto con lei. Le voglio bene, secondo me dovrebbe saperlo. È il momento. È grande, è forte. >>

<< Per favore, cerca di tenere a freno le tue emozioni e la tua lingua per il momento,>> lo ammonì Edward. << Tu tienila d'occhio per me, fai in modo che non si metta in pericolo, e avvertimi se succede qualcosa o senti qualcosa. Non sappiamo come Sofia potrebbe prendere una cosa simile. >> E forse dovrò avvisare Shauri. 

Surya sospirò, consapevole che sarebbe stato un pasticcio. Aveva fiducia in lei, ma al tempo stesso non sapeva come rivelarle la verità sulla sua identità.  << Dalla mia empatia...>> la sua voce si fece più morbida,  << l'ho sentita molto stanca. Non dorme bene la notte, e deve anche studiare per gli esami. >>

Surya, se ho ragione, presto accadrà qualcosa, >> ribatté Edward, con tono serio.  << Dobbiamo essere pronti. Shauri l'ha affidata a noi, e sai che conta su di noi. E So che tu le vuoi bene, molto bene, ma stai attento, questo potrebbe essere anche una tua debolezza. Ora devo andare.>>

<< Edward!>> insistette Surya, la voce che si faceva più forte. << Se non lo fai tu, lo farò io e le dirò tutta la verità! >>

<< Surya! >> La voce di Edward risuonò dal telefono, ferma e autoritaria.

Surya chiuse la chiamata, esasperato, e tornò dai ragazzi. 

Nel frattempo, in biblioteca, gli amici cercavano qualche idea per aiutare Sofia.

<< Questo sogno mi tormenta da mesi ormai, >> si sfogò Sofia, con un'espressione sfinita. << E la sua voce è ormai nella mia testa... ogni giorno penso a lui e chiedo: Ma dove sei? È così bella la sua voce, delicata, calda e luminosa... ma soffre molto. E lo sento... fa stare male anche a me. >> Sofia si lasciò cadere su una sedia, la testa che le pesava.  << Sono così stanca...>> mormorò, chiudendo gli occhi.

Nicolas le sorrise e le diede una pacca affettuosa sulla spalla. << Hey! Dai, coraggio! Ti aiutiamo noi a trovarlo. O almeno ci proviamo.>> << Ma sì, non preoccuparti, troveremo una soluzione, >> intervenne Surya, che li aveva appena raggiunti, con un tono forzatamente allegro. In quel momento, David Ragazzo sveglio e intelligente, non era tipo da arrendersi facilmente. << Hey, ragazzi... ma dovevamo uscire? E poi ti farà bene staccare un pò nel frattempo parleremo >> chiese, osservando l’orologio che indicava le 16:00. << Ormai si sta facendo tardi...>> 

<<Sofia non sembra ne abbia voglia, >> commentò Nicolas, con un sospiro. << Penso che dovremo rimandare la visita alla pasticceria. >>

Surya, che era un gran goloso, intervenne prontamente. << Come e perché? Possiamo continuare il discorso là invece che qui in biblioteca, dove... potremmo dare fastidio. >> 

<< Ha ragione!>> esclamò Annie.

Uno studente seduto ai tavoli vicini alzò lo sguardo e fece un sonoro "SHHHHHHHHHHHHHhh!", con espressione visibilmente irritata.

Annie, che nel frattempo aveva raccolto tutti i libri che le occorrevano per le ricerche, raggiunse i ragazzi alle scrivanie. << Ho preso tutti i libri che ci occorreranno,>>  annunciò, mostrando la pila di volumi.  << Possiamo anche andare, se volete. >> 

<< Sì, sono molti i libri che ti potrebbero essere d'aiuto, >> commentò Surya, osservando la pila.

<< Comunque, secondo me, non si tratta di un mago, osservò David, con espressione pensierosa. C'è sicuramente altro dietro l’etere... non è per tutti. Sembra una creatura eterica, da come la descrivi. E io... prima di iniziare questa scuola, non sapevo neanche che demoni, angeli e fate esistessero davvero. Credevo fossero solo un’invenzione degli umani. Ma ora... mi si è aperto un nuovo mondo.>> Fece una pausa, guardando i suoi amici. <<z Magari troveremo qualcosa se collaboriamo insieme. Proverei a vedere anche nella sezione delle sedute spiritiche, magari con l'aiuto degli spiriti troveremo qualcosa. >>

<< Ma David! >> esclamò Sofia, scioccata.

<< Ragazzi, andateci piano con certe cose, >> si raccomandò Surya, con tono serio. << Siete ancora al terzo anno. >> 

<< Lo so che è rischioso, >>  ammise David,  << ma abbiamo un professore dalla nostra parte che può vigilare che vada tutto ok. Dovremmo tentare, non abbiamo altra scelta. E se la cosa si fa troppo seria? Al punto che non riesci più a riposare e rischi di non riuscire a studiare per gli esami? Noi dobbiamo sapere! E magari... potrebbero darci delle risposte che noi non conosciamo su questa persona. >>

Sofia guardò i suoi amici, commossa.  << Ragazzi, grazie. Mi siete tanto d'aiuto. Forse... a dirvelo prima avremmo risolto prima questa faccenda. >> Prese un respiro profondo.  << E visto che mi state aiutando... che ne dite di spostare l'ora del tè a casa mia, con i libri? >>

<< Andiamo io ed Annie in pasticceria a prendere i dolcetti e i biscotti, e li portiamo a casa tua? >>  propose Surya, con un sorriso goloso.

<< Non mi va di stare da sola in questo momento,  >> ammise Sofia, con una punta di paura nella voce. << Ho come la sensazione di avere qualcosa di invisibile intorno a me che mi segue... 

sono spaventata. >>

<< Per me va bene, >>  acconsentì Annie. << Ma prima passiamo in quella pasticceria e prenderemo anche i dolcetti di riso per Surya. Dovremo assentarci solo per un pochino, ci vediamo a casa tua Sofia.>>

<< Ok, ti accompagno!>> si offrì Surya.

<< Haha, va bene, >> sorrise Sofia, sentendosi sollevata.

<< Annie, non ti smentisci mai, >> commentò Nicolas, scuotendo il capo con un sorriso. >>

<< Va bene, >> concluse David.

<< Ci vediamo dopo, ragazzi, >>  salutò Annie, dirigendosi verso l'uscita insieme a Surya.

<< Andiamo!>>  esclamò Surya, pregustando già i dolcetti.


ALLA PROSSIMA SETTIMANA CON IL PROSSIMO CAPITOLO 🔜

Nessun commento:

Posta un commento

ROTTA VERSO MONT-SAINT-MICHEL - CAPITOLO 5

La pioggia non aveva mai smesso. Non era più solo una malinconica caduta d’acqua, ma una vera e propria furia della natura. I ragazzi usciro...