Le grondaie non riuscivano a contenere il flusso, e l'acqua scorreva a cascata, creando torrenti improvvisati lungo i marciapiedi. Sembrava che la natura stessa stesse piangendo, un lamento senza fine che rifletteva la malinconia e la preoccupazione che stava crescendo nei cuori di Sofia e dei suoi amici.
I ragazzi decisero di lasciare la scuola. Fuori, la pioggia cadeva incessante, e il giorno stava lentamente cedendo il passo al tramonto. Il cielo si faceva sempre più scuro, le nuvole, cariche di un'oscurità minacciosa, non davano segni di placarsi. Aprirono gli ombrelli, e David, Sofia e Nicolas si incamminarono verso casa di Sofia, il rumore dei loro passi echeggiò sulle pozzanghere. Mentre camminavano, David alzò lo sguardo verso quel cielo inquietante. Surya e Annie invece erano andati per conto loro verso la pasticceria, dopo aver concordato che si sarebbero visti più tardi a casa di Sofia.
I tre amici continuarono a camminare, riparandosi sotto l'ombrello Il rumore della pioggia battente e lo scroscio dei loro passi sulle pozzanghere erano l'unica colonna sonora in quel pomeriggio sempre più buio. David si strinse nella sua giacca, il suo sguardo ancora fisso sul cielo inquietante.
<< Ragazzi, non è normale, >> sussurrò David, la voce quasi inghiottita dallo scroscio. << Questo cielo... ha un peso. Mi sento come se qualcosa di immenso stesse per schiacciarci. >>
Nicolas si avvicinò, il braccio che sfiorava quello di Sofia in un gesto protettivo istintivo. Scrutò l'orizzonte dove i confini tra palazzi e nuvole svanivano. << I miei antenati dicevano che quando il cielo piange così, è perché il mondo degli spiriti è in fiamme. C'è un'energia distorta, un battito irregolare nell'aria. >>
Sofia sentì un brivido che le risalì la colonna vertebrale, un ago di ghiaccio nel sangue. << Sì, il cielo è così buio, sembra quasi minaccioso. Non so, ragazzi, ma forse è un segno? Lo sento. È come se la città stesse urlando insieme a quella voce. E chissà se c'è un collegamento>>
Un tuono improvviso fece tremare il suolo, seguito da un lampo violetto che per un istante rivelò le loro sagome riflesse nelle pozzanghere.
Poco più in là, sotto un altro ombrello, Surya sussultò quando il telefono gli vibrò in tasca. Vide il nome di Edward e si scostò bruscamente da Annie, creando una distanza improvvisa.
<< Scusami un secondo>> disse, la voce tesa.
<< Fai pure>> rispose Annie, fermandosi. Ma i suoi occhi si strinsero, attenti. Troppo attenti.
Surya si allontanò di qualche passo, riparandosi con l’ombrello.
<< Edward, non è un buon momento…>>
La voce all’altro capo era quasi un grido. << Surya, devi aiutarmi! Sono tornato a casa e… è tutto allagato!>>
Surya sbuffò, abbassando ancora di più il tono.
<< E allora? Sei una creatura del mare, no? Cavatela da solo. Io devo seguire Sofia hanno in mente di scoprire chi è la creatura del sogno >>
<< Non è divertente, maledizione! Sai benissimo cosa mi succede quando entro in contatto con l'acqua. E poi… questa pioggia non è normale. Sembra che le tenebre stiano avanzando. Anche il richiamo del mare è distorto. Temo che stia influenzando anche Atlantide. >> Disse Edward.
Surya si fece serio di colpo.
<<Quindi come pensavamo, non è una pioggia normale>>
<< No. >> La voce di Edward si abbassò, quasi minacciosa. << Sbrigati con Sofia. Poi vieni subito qui. E smettila di ridere, altrimenti vengo lì a darti un calcio. >>
Surya ridacchiò piano nonostante tutto.
<< << Penso che questo possa avere a che fare con la voce del sogno di Sofia.>> concluse Surya. << Se fosse davvero lui, forse è perché ha quasi perso le sue forze, e dobbiamo affrettarci.>>
<< È vero, hai ragione!>> Aggiunse Edward.
<< Devo andare, la ragazza mi guarda in modo strano, potrebbe sospettare qualcosa! Ciao. >>
Riattaccò e tornò da Annie, che lo fissava con le braccia incrociate.
<< Ehm… era Edward>> disse, cercando di sembrare naturale.
<< Il preside? Che voleva?>> chiese lei, la testa leggermente inclinata.
Surya esitò una frazione di secondo di troppo.
<< Niente di importante. Voleva sapere gli argomenti da consegnare per la tua classe. >>
Annie sollevò un sopracciglio.
<< Davvero? Puoi dirmi quale sarà l'argomento? >>
Lui le rivolse il suo sorriso più disarmate, quello che di solito funzionava.
<< No, Dai, andiamo a prendere quelle paste. Ho fame. >>
Ma Annie non sorrise. Continuò a osservarlo mentre camminavano.
Finalmente David, Sofia e Nicolas arrivarono di fronte alla casa di Sofia dove lei viveva da sola. L’aria dentro era calda, ma non bastava a scacciare il freddo che sembrava essersi infilato nelle ossa.
Sofia li invita ad entrare. << Accomodatevi pure, io nel frattempo vado a preparare il tè. Fa così freddo e umido che proprio ci vuole. Annie dovrebbe arrivare a momenti con Surya. >>
I tre si sedettero tra divano e poltrone, circondati da pile di libri antichi. David sfogliava con foga un volume particolarmente logoro.
<< C’è solo un libro che parla davvero di chi può usare questo tipo di potere astrale>> disse, senza alzare gli occhi. << Ma noi siamo solo al terzo grado. Usare roba del genere senza esperienza è da idioti.>> Chiuse il libro di scatto e guardò Nicolas. << E comunque… il modo in cui quella voce raggiunge Sofia non somiglia per niente a un contatto astrale normale. Cosa ne pensate?>>
Nicolas annuì lentamente, il dito che scorreva su un’altra pagina.
<< Qui dice che con i poteri astrali lo spirito si sposta e appare per pochi secondi. Sofia invece ha descritto qualcosa di… prolungato. Più profondo.>> Alzò lo sguardo, preoccupato. << Forse non è astrale. Forse è qualcos’altro. >>
<< Chiediamo a Surya quando arriva. Magari ci saprà dire di più! >> Rispose David.
Sofia uscì dalla cucina con la sua tazza di tè al bergamotto stretta tra le mani, come se fosse l’unica cosa calda rimasta al mondo.
<< Avete trovato qualcosa?>> chiese piano.
Una bella tazza di tè caldo era quello che ci voleva per buttarsi alle spalle questa lunga e buia giornata. fredda. Mentre sorseggiava il suo tè preferito quello al bergamotto; disse con sollievo << Sono contenta che siate qui con me stasera. Penso che insieme possiamo arrivare alla soluzione. >>
Prima che qualcuno potesse rispondere, il campanello suonò: due note basse e prolungate che sembrarono echeggiare troppo a lungo nella casa. Annie e Surya entrarono portando vassoi caldi che profumavano di burro e vaniglia. Annie fece un gesto teatrale.
<< Ta-daaan!>>
Sofia rise, ma era una risata stanca.
<< Annie… ma quante ne avete prese? >>
<< Ho pensato che potesse tirarti su >> rispose lei, stringendosi nelle spalle. << E Surya vuole assaggiare tutto. Ha pure pagato lui. >>
Surya posò i vassoi e si grattò la nuca, arrossendo leggermente quando Sofia lo abbracciò.
<< Beh… magari ne porto un po’ anche a mio fratello Malakim, altrimenti chi lo sente dopo? >>
Si sedettero tutti. L’atmosfera era calda, ma sotto la superficie vibrava una tensione sottile.
<< Allora?>> chiese Annie, prendendo una pasta. << Avete scoperto qualcosa?>>
Nicolas scosse la testa.
<< Non è un potere astrale. Almeno, non come lo conosciamo noi. Stiamo guardando tra creature mitologiche, demoni… qualsiasi cosa possa entrare nei sogni in quel modo.>>
David si ficcò in bocca un pasticcino intero.
<< Io pensavo a qualcuno che controlla i sogni. >>
Ma Surya disse << Nessun mago di basso rango può farlo. >>
Un silenzio breve e pesante calò sulla stanza.
Nicolas si sporse in avanti, gli occhi che brillavano di un’idea pericolosa.
<< E se provassimo una seduta spiritica?>>
Annie sbiancò.
<< David, siamo solo al terzo anno! È pericoloso!>>
Surya, che fino a quel momento si era abbuffato in silenzio, alzò lo sguardo. La sua voce uscì bassa, calma, ma con un’autorità nuova.
<< Posso tentare io per voi è troppo presto.>> Disse con voce rassicurante e protettiva nei loro confronti come farebbe un insegnante affezionato ai suoi allievi
Più tardi, il salotto era immerso nel buio. Solo le fiamme di quattro candele tremolavano, proiettando ombre lunghe e instabili sulle pareti. La pioggia fuori sembrava più forte, come se volesse entrare.
I cinque si sedettero in cerchio intorno alla tavola Ouija, le mani unite. L’aria era fredda, troppo fredda per essere solo umidità.
Surya chiuse gli occhi.
<< C’è qualcuno qui con noi?>>
Il silenzio si fece denso, quasi solido. Poi il puntatore si mosse. Prima piano. Poi più deciso.
SÌ.
Le dita dei ragazzi si irrigidirono. Il puntatore scivolò veloce sulle lettere:
L - A - M - A - D - A
Sofia trattenne il fiato. Sembrava il cognome della sua famiglia.
Poi, più rapido: D - I - M - E - N - S - I - O - N - E - A- N -G-E-L-O e non fa in tempo a finire la frase che un vento spaventoso li travolse come un vortice. Le candele sfarfallarono violentemente. Un’ombra alta e sottile si allungò sulla parete alle spalle di Sofia. Solo Surya la vide. La sua espressione si indurì.
Il puntatore tornò sulla prima lettera del nome di Sofia… e si fermò di colpo.
Tutte le candele si spensero nello stesso istante.
Il buio fu totale.
<< Ragazzi, non spezzate la catena! >> urlò Surya la voce tesa. << per nessun motivo!>> <<Io… io non so se è una buona idea continuare» balbettò Annie, la mano che tremava contro quella di Nicolas.
Nicolas balbettando disse << Mi è sembrato di aver visto qualcosa dietro le spalle di Sofia>>
Sofia << Che cosa? >> Disse nel panico.
Surya, la voce ferma e severa nel buio:
<< Chi sei? Vuoi dircelo?>>
Sofia deglutì era terrorizzata ma con voce coraggiosa fece la domanda.
La sua voce era un sussurro tremante. << Spirito… ti prego. Chi è la persona che mi cerca nei sogni? Chi è che ha bisogno del mio aiuto? >> Passarono i secondi. Poi i minuti.
E. poi niente. Nessuna risposta. Alla fine, con un sospiro collettivo di sollievo ma anche di delusione, decisero di chiudere la seduta. Le ore successive volarono tra libri e discussioni sempre più stanche. Finché non trovarono una pagina antica: una formula per avere la guida degli angeli per trovare la strada.
Sofia lesse a voce alta, la voce che si incrinava per la stanchezza:
«Proviamo questo incantesimo del libro degli angeli»
Prepararono la ciotola d’acqua, le candele bianche, il quarzo.
Surya recitò lentamente:
<< ombra che inghiotte…luce che guida aiutaci a ritrovare la via >>
O Spirito che piangi nelle notti rivelati a noi angeli portatelo da noi…»
La superficie dell’acqua si increspò appena.
Poi una luce accecante esplose, alzandosi velocemente dalla ciotola e volando via velocemente fu per un brevissimo istante per poi sparire nel buio da una finestra della casa. Poi il silenzio.
<< Che è successo? >> chiese Sofia, gli occhi sgranati.
<< Non ha funzionato>> mormorò Annie.
Nicolas << Che cos'era quella luce inquietante che è volata via dalla ciottola? >>
Annie incredula dalla velocità in cui è successo tutto quanto non capiva cosa avesse visto di preciso Nicolas << Ma, io non ho visto nulla>>
Surya con voce tesa << L'hai vista anche tu? >>
<< Sì è stato in un attimo, ma io l'ho vista uscire da quella finestra che cavolo, giuro. >> Rispose Nicolas con voce alta e convinta di ciò che aveva appena visto.
<< Forse le tue capacità medianiche e sciamaniche ti hanno reso capace di vedere l'oltre? Ultimamente notavo a scuola, che tu sei migliorato parecchio>>
<< Sì ma cosa è stato?>> Chiese Nicolas.
<< Non lo so, non ne sono sicuro>> Rispose Surya.
In realtà Surya stava pensando che aveva ben in mente chi fosse quella luce dato che chi stavano cercando, Edward e Surya emana una luce particolare, che pochi possono percepire in questa dimensione. E non avevano idea di come sarebbe apparso o come avrebbe comunicato.
Surya fissava la ciotola con espressione indecifrabile.
<< O forse… ha funzionato in un modo che non capiamo ancora.>>
Sofia si passò una mano tra i capelli, frustrata.
<< Un ombra era dietro di me hai detto Nicolas? >>
<< Sì l'ho vista era una sagoma si vedeva poco ma l'ho vista>>.
<< Wow Nicolas sei davvero forte >> Disse David.
Nicolas sorrise << Grazie a volte anche io rimango sorpreso delle mie capacità>>
<< Ma come faccio ad aiutarlo in questo modo?>> Chiese Sofia.
David le posò una mano sulla spalla.
<< Troveremo una soluzione. Non ci arrendiamo e se Nicolas dice che ha visto qualcosa sia prima e dopo vuol dire che qualcosa è sicuramente successo staremo a vedere. Sento che ci siamo quasi>> Disse David.
David; era convinto che qualcosa fosse realmente accaduto durante la seduta, ma l'incertezza su chi o cosa avessero a che fare lo riempiva di un'ansia sorda. Nel frattempo, Nicolas fu colto da un fischio acuto e persistente alle orecchie, così penetrante da diventare insopportabile. Attribuendo quel tormento alla stanchezza accumulata, nelle sue capacità medianiche, decise di stringere i denti e non farne parola con gli altri, sebbene il suono sembrasse vibrare fin dentro le ossa
Sofia scosse la testa, la voce rotta. << Sono stanca…>>
Poi, improvvisamente, i suoi occhi si accesero di una determinazione feroce.
<< Ma, No. Non mi arrendo. Lo troverò. >>
Surya la guardò a lungo, serio.
Fuori, la sera era ormai nera. Era ora di andare per i ragazzi.
Surya si fermò sulla soglia della porta, voltandosi verso di lei. Lo sguardo di Sofia era strano, quasi triste.
<< Riposati. Chiamami se succede qualsiasi cosa. Qualsiasi.>>
Quando tutti se ne furono andati, la casa piombò in un silenzio opprimente, rotto solo dalla pioggia che non voleva smettere.
Sofia sospirò e si mise a studiare. Pochi minuti dopo, la corrente saltò.
<< Ci mancava anche questa…>> borbottò nel buio.
Accese una delle candele rimaste. Mentre si chinava per prendere i libri, urtò una pila. Un volume pesante cadde a terra con un tonfo sordo e si aprì da solo sulla pagina dell'arcangelo Michele.
Sofia lo raccolse, lo rimise sul tavolo.
Pochi secondi dopo, il libro cadde di nuovo.
Stessa pagina.
L’Arcangelo Michele.
Ma stavolta un brivido le corse lungo la schiena.
Poi, con un tintinnio leggero, il suo cristallo di quarzo cadde dal mobile alto e rotolò esattamente sulla pagina aperta. Continuò a rotolare fino a fermarsi sulla mappa della città… puntando dritto verso Mont Saint Michel.
Sofia rimase immobile, il cuore che le martellava nel petto.
I suoi cristalli non si muovevano da soli. Mai. Qualcuno o qualcosa li stava guidando. E in quel momento, nel buio rotto solo dalla fiamma tremolante, Sofia capì che non era più solo un sogno.
Qualcosa di reale la stava cercando.
Sulla pergamena ingiallita, il titolo risaltava ancora in un carattere elegante e antico: L'Arcangelo Michele. Mentre il vento ululava fuori un ulteriore scatto la fece sussultare la cattedrale, la sua imponente cattedrale. Rimase immobile, il cuore le batteva all'impazzata. I suoi cristalli agivano solo se guidati dalla sua volontà o da una forte corrente spiritica, il cristallo magico viene utilizzato dalle streghe per trovare persone scomparse ma serve qualcosa, dello scomparso per attivare la ricerca. Il fatto che fosse caduto da solo e avesse indicato un luogo con precisione era proprio strano. Sofia pensó che un'entità soprannaturale stesse manovrando il cristallo.
ALLA PROSSIMA SETTIMANA CON IL PROSSIMO CAPITOLO 🔜

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