sabato 30 maggio 2026

MAGIA PROIBITA - CAPITOLO 10


Ed era finalmente arrivato Shauri. Questo era il nome dell'essere che avanzava nella stanza. Una figura straordinaria, ultraterrena; un'entità di pura creazione che si manifestava in una forma androgina di una bellezza mozzafiato. I suoi lunghi capelli fluenti erano una cascata bianco argenteo, arricchita da sfumature grigio perla che scendevano ben oltre le spalle, muovendosi come se fossero immersi nell'acqua. Il volto, finemente scolpito, presentava lineamenti delicati, quasi eterei, dominati da grandi occhi a mandorla di un azzurro cristallino e penetrante, che sembravano racchiudere la saggezza dell'intero cosmo. Nonostante la statura alta e snella, la sua semplice postura trasmetteva un potere immenso e silenzioso. Indossava una complessa giacca a collo alto di un'intensa tonalità dorata, decorata con elaborati ricami scuri che ricordavano mappe celesti o rune antiche. Dagli abiti pendono catene sottili e ornamenti delicati, che aggiungevano un tocco regale e atemporale al suo aspetto. La sua pelle, impeccabile, irradiava una luce sottile e calda, facendolo apparire al tempo stesso solido e incredibilmente luminoso. L'impressione generale era di un'eleganza maestosa e di una profonda, antica serenità, che lo distingueva drasticamente da qualsiasi essere mortale. Shauri era un essere di luce, un'entità aliena manifestatasi sulla Terra come un ragazzo androgino e bellissimo: una presenza di equilibrio cosmico e creazione.


Entrando nella presidenza, Shauri sollevò lo sguardo, arricciando il naso delicato in un'espressione di palese disgusto. <<Mamma mia, quanta polvere c'è qui dentro,>> commentò, osservando con disappunto le ragnatele che ornavano l'architrave della porta. Passò un dito etereo su un mobile vicino, scuotendo il capo. <<Serve decisamente un po' di pulizia.>>

<<Shauri!>> esclamò Edward, e la sua voce era un misto di sollievo e stupore. Fece un passo avanti, allargando le braccia. <<Vieni, entra! Che gioia incredibile vederti qui!>>

<<Sei... sei davvero tu, Shauri?>> sussurrò Surya, incredulo, mentre la sua aura dorata pulsava debolmente per l'emozione. Malakim, ripresosi dalla sorpresa, si esibì in un inchino profondo e rispettoso. <<È un immenso onore fare la sua conoscenza, Signore.>>

I tre maghi, quasi all'unisono, unirono le mani nel simbolo di preghiera per accoglierlo degnamente.

<<Namasté,>>  mormorò Surya.

Shauri ricambiò l'accoglienza con un cenno aggraziato del capo, poi il suo sguardo azzurro si posò su Michele, seduto alla scrivania nell'angolo. <<È qui mio figlio Michele, dunque?>> chiese, mentre i suoi occhi penetranti sembravano analizzare l'essenza dell'angelo. <<Lo vedo. E tu, Edward, vedo che stai facendo i bagagli?>> Edward sospirò pesantemente, abbassando lo sguardo sul baule semichiuso. <<Eh, sì, purtroppo. Ho ricevuto una chiamata urgente dalla scuola di Praga.>>

<<Lo so, devi andare, non perdere altro tempo, servirà il tuo aiutò.» disse Shauri, iniziando a passeggiare lievitando per la stanza con una leggerezza tale da sembrare una luce danzante. Si fermò davanti a una libreria, sfiorando i dorsi dei libri.

<<È successo qualcosa di grave?>> chiese Edward, con apprensione.

<<Spero di no,>> rispose l’essere di luce, enigmatico.

<<E proprio adesso che abbiamo più bisogno di te,>> mormorò Surya, abbassando il capo con disperazione. Shauri si voltò verso di loro, e un sorriso sereno gli illuminò il volto etereo. <<Prenderò io il suo posto alla guida della scuola, d'ora in poi.>>

Un silenzio sbalordito cadde nella stanza.

«Cosa?» esclamò Malakim, sgranando gli occhi.

Edward, invece, parve illuminarsi.<< Ma tu, Shauri non puoi stare a lungo sulla terra in questa bassa vibrazione.>>

<<Oh, a questo sto rimediando, non devi preoccuparti.>> rispose con sorriso Shauri.

<<Oh, bene, perfetto! Davvero perfetto! Rimarrei volentieri a chiacchierare con te, Shauri, dopo tutto questo tempo... ma devo proprio andare.>> Afferrò il baule con rinnovata energia. <<Sapendo che ci sei tu, posso partire molto più tranquillo. Con permesso.>> Prese i bagagli e si diresse verso la porta in fretta e furia, sparendo lungo il corridoio.

Shauri attraversò la stanza fino a raggiungere Michele. L'angelo impegnato a scrivere il test, non appena sentì l'energia irradiata da quell'essere avvicinarsi, comprese immediatamente chi si trovava di fronte: era il suo Padre, il Creatore di tutti gli angeli. Michele fece per alzarsi in piedi, tremando, mentre le lacrime gli imperlavano gli occhi. <<Padre!>> esclamò Michele, con la voce rotta dall'emozione, e si inchinò profondamente.

Shauri, con un movimento fluido e gentile, allungò una mano e lo aiutò a rialzarsi. <<Oh, no, per favore, non serve. Un figlio non deve mai inchinarsi a suo padre.>>

<<Come potrei non farlo? Tu sei il mio idolo,>> disse Michele, e le lacrime iniziarono a scendere rigandogli il viso umano.  <<Mi dispiace così tanto... ti ho deluso. Non ho potuto portare a termine il mio compito. E adesso questo mondo rischia di essere stravolto per colpa mia. Non ho più la Spada e non so come fare per tornare a casa.>> Shauri gli posò una mano sulla spalla, e un calore rassicurante invase Michele. <<Lo so, caro, non preoccuparti. Ehi,>> aggiunse, guardandolo dritto negli occhi con infinita dolcezza, <<tu non hai nulla di cui incolparti. Non potevi di certo prevedere che qualcuno usasse quella magia proibita che mi fu rubata secoli e secoli fa, proprio per rendervi voi mortali.>>

<<Ma tu mi puoi riportare lassù?>> chiese Michele, con speranza disperata. <<Mi puoi dire come ritrovare la Spada? Sai perché mi hanno fatto questo?>>

<<Ne parleremo dopo,>> rispose Shauri, enigmatico.

Surya e Malakim, spinti da un'irrefrenabile curiosità, si avvicinarono ai due, pronti a partecipare alla conversazione. Shauri voltò lo sguardo verso i maghi, e il suo tono si fece improvvisamente grave. <<Al momento, non posso riportarti a casa, Michele. Quello che le ombre stanno cercando disperatamente non è solo la tua Spada. Essa è solo uno dei sette Talismani che ho donato a questo mondo.>>

<<I Talismani?>> chiese Surya, e il suo sguardo era un misto di confusione e sorpresa.

<<Sì,>> rispose Shauri. <<I miei fratelli stellari hanno scoperto il loro piano: vogliono i sette Talismani per aprire un portale e liberare Zarath, l'entità oscura imprigionata nelle profondità del cosmo. Zarath vuole dominare questa dimensione, schiavizzare l'umanità e portare l’Apocalisse sulla Terra.>>

La tensione nella stanza divenne quasi palpabile.

<<Purtroppo io non posso interferire direttamente in questo mondo,>> spiegò Shauri. <<C'è il Libero Arbitrio, un patto antico stipulato con questa dimensione secoli e secoli fa. Gli unici che possono intervenire contro questa forza malvagia siete voi terrestri e chi governa questa dimensione. È per questo che ho creato tutti voi!>>

<<Sta dicendo che anche i miei fratelli, Gabriele e Raffaele, sono in pericolo?>> chiese Michele, e una nuova paura gli attanagliò il cuore. <<Proprio come temevo.>>

<<Sì,>> confermò Shauri. <<L'unico modo per le ombre di potervi sottrarre i Talismani è trasformarvi in mortali, in esseri umani. Loro non possono agire nella vostra dimensione sottile ed eterea, ma qui sulla Terra sì! Anche Zarath proviene da una dimensione non materiale, ma diversa dalla vostra, oscura e separata. Cadendo sulla Terra, la tua spada ha assunto una forma materiale, ma vogliono anche gli altri talismani e in questo modo i demoni possono gestirli e usarli. Chiunque può farlo.>>

Surya aggrottò le sopracciglia. <<I Talismani... dicevi che sono sette? Io credevo fossero solo quattro.>>

<<In realtà, sono sette, ma loro sperano di utilizzare la prossima luna di sangue per poterne usare solo 4 solo quelli degli angeli>> rispose Shauri, iniziando a contarli sulle dita. <<Vi dico quali sono. Uno è la Spada di Michele, poi c'è il Flauto di Gabriele e il Pugnale di Raffaele. Voi ora sapete dell'esistenza di questi. Ma poi ci sono gli altri: il Tridente custodito da Edward, che un tempo apparteneva a Lucifero; la tua Khopesh, Malakim; il Rubino di Lucifero e lo Scettro di Diamante di Surya. Questi sette artefatti, se messi insieme nel rituale corretto, aprono il portale a Zarath senza necessità della luna di sangue che si riprete ogni tot di anni.>> Michele sgranò gli occhi, realizzando l'enormità della situazione. <<Quindi anche Surya ed Edward sono in pericolo diretto.>>

<<Tutti lo siamo, persino io,>> rispose Shauri, con un sorriso tranquillo e inquietante al tempo stesso. <<E in mani sbagliate, specialmente il Tridente può assumere il controllo dell'intero pianeta. Ma Lucifero fu più furbo, perché lo ha legato a sé con una magia di sangue e sono in pochi a poter usare quell'incantesimo.>> Surya si fece avanti, incalzando Shauri. <<Ma se era legato a Lucifero... come fa Edward ad avere quel Tridente?>> Shauri rise divertito, mentre Malakim lo guardava, terrorizzato. <<Oh, questo non posso dirvelo. Dovete chiarire la questione direttamente con lui. L'unico modo per aggirare quel sigillo è essere uniti nel sangue.>> rispose Shauri. 

Malakim sbiancò drasticamente. <<Adesso sì che ho paura.>>

<<Voi dovete impedire il rituale a tutti i costi,>> continuò Shauri, e il suo tono si fece serio e imperioso.

<<Anche il mio scettro, dunque...>> mormorò Surya, pensieroso << Ma io in verità non l'ho mai utilizzato.>>

Michele si alzò, aveva finalmente terminato il test attitudinale. Si avvicinò a Surya e glielo consegnò. <<Ho finito. Ora dimmi, dove devo andare?>>

<<Ah, bene, bravo!>>rispose Surya, prendendo i fogli senza nemmeno guardarli.

Shauri li osservò, perplesso. <<Scusatemi se mi intrometto...>> disse, e sia Surya che Michele si voltarono a osservarlo, sbigottiti. <<Michele dovrebbe stare sempre insieme a Sofia.>>

<<È quello che ho sempre detto fin dall'inizio!>> esclamò Michele, esasperato. <<A che serve tutto questo? Mettetemi con lei e basta, no?>>

Surya guardò Shauri stupefatto, poi scattò e gli tappò la bocca con la mano, trascinandolo via in un angolo della stanza. <<Shauri!>> sussurrò Surya, con voce piena di panico. <<<Ancora Sofia e Michele non sanno nulla! Ho provato a parlare con Edward e a suggerire di iniziare magari a dirglielo un po' per volta, con calma.>> Shauri si liberò dalla presa di Surya con garbo, sistemandosi la giacca dorata. <<Loro devono saperlo! E devono stare insieme.>> <<Cioè, come... insieme?>> chiese Surya, e la sua voce era un sussurro tremante.

<<Più tempo trascorrono vicini, più la Spada con il tempo si rivelerà e si farà riconoscere...>> spiegò Shauri.

<<E come?>> chiese ancora Surya, ansioso.

Shauri guardò Surya con sospetto, colpito dalla stranezza e dalla curiosità della domanda. Incrociò le braccia al petto e attese in silenzio che Surya parlasse.

<<È Sofia...>> disse Surya, con un filo di voce, abbassando lo sguardo. <<Le voglio molto bene.>>

Shauri lo interruppe, capendo immediatamente la situazione. Posò le mani sulle tempie di Surya, e un gesto di conforto avvolse il mago in un'aura di calore e serenità. <<Surya, capisco. Ma avrai notato che i poteri di Sofia si stanno intensificando drasticamente in presenza di Michele. È normale: è la Spada che chiama Michele. Devono stare vicini per sentirsi a vicenda, è una questione di energie. Ma devono sapere la verità. Surya, che ti succede?>> chiese Shauri, scrutandolo attentamente.

<<Proverò a dirlo a te, nella speranza che tu mi ascolti,>> mormorò Surya, prendendo coraggio.

<<C'è qualcosa che vuoi dirmi?>> chiese Shauri, e una luce di profonda comprensione gli illuminò gli occhi azzurri. <<Aspetta... lei ti piace?>>

<<Lo sai?>> sussurrò Surya, sorpreso.

<<L'ho capito subito,>> rispose Shauri, dolcemente. <<Ma, Surya, tu sei una divinità immortale. Non puoi stare con lei. Ne soffriresti troppo. Ti toccherebbe vederla invecchiare e lentamente andarsene, mentre tu rimani immutato. È successo anche ad Atlante, il padre di Edward. Si innamorò follemente di una donna di questo mondo, e come è finita? Male, molto male. E ha lasciato il figlio piccolo, Edward, da solo.>>

<<Lo so, conosco bene quella storia,>> rispose Surya, e il dolore era palpabile nella sua voce. <<È per questo che non mi sono mai fatto avanti. Sarò solo un amico per lei, nulla più. Oh, si è fatto tardi,>>> esclamò, guardando l'orologio. <<Devo andare in classe. Gli alunni mi aspettano per la lezione.>>

<<Anche io devo andare,>> disse Malakim, controllando il suo orologio. <<Andiamo. E tu,>> aggiunse rivolto a Michele, <<verrai ammesso alla stessa classe di Sofia, per ordini superiori.>> Malakim diede un'occhiata al test di Michele e sgranò gli occhi, meravigliato. <<Ma guarda che caso... il tuo test indica proprio l'indirizzo della classe di Sofia.>>

Michele sorrise di traverso. <<Sì, vado subito.>>

<<Un pò di scuola ti farà bene Michele.>> Shauri sorrise divertito. Si rivolse a Michele e Surya prima che uscissero. «Surya, vorrei vedere Sofia più tardi, se possibile. La porterete da me, insieme a Michele, per un tè? Ho sentito dire che lei adora queste tradizioni londinesi.>>

Surya rimase un attimo interdetto. <<Certo. E dove?>>

<<Venite oggi alle 5, a casa mia,>> rispose Shauri, continuando a sorridere enigmatico.

Surya, Michele e Malakim uscirono dall'ufficio, dirigendosi verso le loro aule lungo il corridoio. La nuova vita di Michele, come studente, stava per cominciare. Mentre gli altri si allontanavano, Shauri rimase solo nell'ufficio di Edward. Si avvicinò alla scrivania e posò la mano sul mappamondo antico, che si illuminò immediatamente di una luce calda. Improvvisamente, i due scaffali della libreria dietro la scrivania si separarono con un rumore sordo, rivelando l'ingresso di un passaggio segreto. Un'aura di luce bianca si materializzò alle sue spalle: era l'Arcangelo Gabriele, che lo aveva seguito fin lì.

<<Edward se ne è andato?>> chiese Gabriele, con dolcezza.

<<Sì, se n'è andato,>> rispose Shauri. <<Ma finché non ritorna, starò io a sorvegliare la scuola, visto che Michele è qui. Penserò io a cercare una soluzione, dato che in tutto questo tempo quei tre non hanno capito molto.>> 

<<Michele è così bello da essere umano,>> osservò Gabriele, guardando verso la porta con un sorriso tenero.

<<Già, ma stanno cercando anche Lucifero adesso e dobbiamo fare molta attenzione, lo dovrò avvisare e tenere d'occhio>> commentò Shauri, voltandosi verso l'angelo. <<Michele, mi somiglia un po', non trovi?>> Gabriele scoppiò in una risata cristallina e divertita. <<Ma Padre, che dice? Hahah!>>

Shauri entrò nel passaggio segreto, seguito da Gabriele. C'era una torcia all'ingresso, che Shauri accese con un semplice schiocco delle dita, rivelando una vecchia e antica biblioteca sotterranea, completamente immersa nella polvere e nelle ragnatele. Shauri si avvicinò a uno scaffale e accese una lampadina appesa a un filo ritorto. <<È da molto che non passano da queste parti,>> commentò Shauri, osservando l'ambiente trasandato. <<Ci vorrebbe proprio una bella ripulita.>>

<<Nello spazio non c'è tutta questa polvere vero?>> rideva Gabriele.

<<Ma questa è la prova che non sono stati gli stregoni della scuola a praticare la Magia Proibita,>> disse Gabriele, fluttuando come una luce eterea accanto a Shauri. La sua stessa presenza illuminava il passaggio. Mentre la luce iniziava a lampeggiare e a non funzionare bene a quel punto Shauri spense la torcia. <<Per fortuna ho te, Gabriele, che mi illumini la strada. Io non vado d'accordo con l'elettricità e gli apparecchi elettrici. La mia energia interferisce troppo.>> Si fermò davanti a uno scaffale particolarmente polveroso. Con un gesto della mano ripulì un'area e iniziò a cercare tra quei libri antichissimi.<<Bingo!>> esclamò Shauri, trionfante, sfilando un tomo rilegato in pelle scura. <<Vedi, Gabriele, i demoni non possiedono quel tipo di potere, come è successo a Michele. Ma è un potere che avrebbe mezzo angelo. Questa è la biblioteca segreta della Magia Proibita. Nessun mago può entrare qui, a parte me ed Edward. Solo noi conosciamo il passaggio per accedere a questo luogo. Tutta la magia nera, proibita e occulta si trova tra questi libri antichi. È una magia vietata persino dalle forze del male, che si rifiutavano di utilizzarla per le folli conseguenze che può portare anche a loro.>>

<<Fammi vedere!>> disse Gabriele, avvicinandosi.

<<Eccolo qui!>> Shauri aprì il libro e lo avvicinò a Gabriele. <<Quel demone ha sicuramente ricevuto l'aiuto di un mezzo angelo. Solo un essere simile può compiere una magia del genere. Oppure io, ma è molto complicato e raro da eseguire, perché è necessario il sangue di un mezzo angelo. Servono le condizioni necessarie: un essere metà umano e metà angelo, che funga da tramite tra i due mondi. Ecco, si tratta proprio di questo. E sono a caccia dei Talismani degli angeli!>>

Shauri prese un altro libro dallo scaffale, la cui copertina recava un titolo antico: Il Libro dei Talismani.

Gabriele lesse ad alta voce alcune righe: <<I 7 Talismani: La Spada di Michele, l'Anello color sangue di Lucifero, il Pugnale intrecciato di Raffaele, il Flauto di Gabriele, il Tridente, lo Scettro di Diamante e la Khopesh. Questi ultimi tre sono in possesso delle divinità antiche. Se usati insieme, possono aprire il portale all'entità oscura Zarath. Ma c'è di più...>> Gabriele sgranò gli occhi per la sorpresa continuando a leggere. <<Se ci sarà una Luna di Sangue, possono bastare i Talismani degli angeli, che sono quattro: la Spada, il Flauto, l'Anello di Rubino e il Pugnale di Raffaele. In presenza di una Luna di Sangue, per completare il rituale, servirà il sacrificio di un mezzo angelo.>> Gabriele guardò Shauri, atterrito. <<Allora hai ragione! Ci stanno cercando tutti. L'Anello color sangue... anche Lucifero è uno dei portatori dei Talismani. Dovrò avvertire tutti immediatamente!>>

<<Bravo, vai e fai presto!>> disse Shauri, imperioso. <<ntanto prendo in prestito questo libro e lo farò vedere agli altri, affinché sappiano con cosa hanno a che fare.>> Shauri continuò a leggere ad alta voce: <<Avvertenza: continua a leggere. I Talismani non sono armi e non devono essere usati come armi, tranne la Spada di Michele, che possiede il potere di esorcizzare. Ho creato i Talismani e li ho donati a voi per difendere questo pianeta. Quindi so per certo che una volta che l'angelo assume forma umana, il Talismano di Michele si separa dal proprietario e assume una forma diversa per confondersi, a differenza degli altri.>> Shauri chiuse il libro con un colpo secco. <<Devi sapere, Gabriele, che ogni angelo ha un suo punto debole, e anche le divinità. Non è vero che non si possono uccidere le divinità; è un'assurdità di cui dovrò parlare con loro il prima possibile. Ma per uccidere un angelo è necessario prima renderlo umano, carne e sangue, perché voi siete esseri eterei, di pura luce. Una volta caduto l'angelo, la Spada di Michele precipiterà sulla Terra e dovrà essere cercata in forma umana. Ma l'angelo così diventa vulnerabile e può essere facilmente ucciso; tuttavia, non lo faranno senza avere prima i Talismani. Questo per quanto riguarda Michele. Ma per te, Gabriele, e per Raffaele, non c'è questo meccanismo, perché il tuo Flauto controlla lievemente il clima, mentre il Pugnale di Raffaele è un pugnale, sì, ma curativo. Non sono poi così pericolosi rispetto all'Anello di Lucifero e alla Spada di Michele. Ma gli angeli, ora umani, devono anche fare i conti con tutto ciò che è umano. Il lato emotivo: proveranno rabbia, gelosia, come ogni essere umano. Possono innamorarsi. Poco a poco, senza i Talismani, saranno sempre più deboli, perché gli angeli vibrano a un'alta frequenza e questa dimensione vive di una bassa vibrazione. Per voi non va bene e rende le cose molto più facili ai demoni. I Talismani, a quel punto, servirebbero per tenervi in equilibrio.>> Gabriele annuì, preoccupato. <<È chiaro che abbiamo a che fare con un mezzo angelo potente, si è unito al male come è possibile? e chi è che ha infranto le regole ed ha un figlio o una figlia mezzo angelo?  <<Michele è l'unico in grado di percepire la Spada, ma ancora non ci riesce,>> commentò Shauri, pensieroso. <<Sembra che ancora non sia accaduto nulla di significativo tra Michele e Sofia. Quindi ho ancora un po' di tempo!>> Shauri e Gabriele tornarono nell'ufficio della presidenza attraverso il passaggio segreto, che si richiuse alle loro spalle. <<C'è sicuramente qualcosa che Michele deve apprendere da queste situazioni, » disse Shauri. «In ogni caso, Michele è stato ammesso alla stessa classe e grado di Sofia. Tu vai e avverti i tuoi fratelli stellari.>> Gabriele esitò prima di sparire. <<Padre, ma lei sa chi sia questo mezzo angelo? Chi di noi si è unito con un'umana infrangendo le regole?>>

<<In realtà non è vietato. Diciamo è meglio evitarlo anche per queste ragioni. Non è vietato, chi lo ha detto?>> rispose Shauri, enigmatico. Vi abbiamo suggerito di non farlo. Forse ho un'idea, ma la cosa temo non piacerà affatto a Lucifero. Possibile che Nemegdej sia ancora vivo e magari tenuto prigioniero, visto le loro intenzioni di darlo in sacrificio>> Gabriele sgranò gli occhi. <<Il figlio che hanno rapito a Lucifero sarà acora vivo? Se è lui, è in pericolo: lo uccideranno in quel rituale, chissà se ne sarà consapevole.>>

<<Non ne sono certo,>> rispose Shauri, grave. <<Ma conoscendo Zarath è bravo a raggirare e ingannare le persone, potrebbe averlo portato sulla via delle ombre. E finché non sono sicuro, non voglio dare false illusioni a Lucifero. Ha sofferto già troppo per quella storia. Voi angeli, lassù, non perdetevi di vista per nessun motivo, e per qualsiasi cosa, avvisatemi manderò i miei fratelli alla ricerca del mezzo angelo.>>

<<Porterò il tuo messaggio, Padre. Non ti deluderò!>> esclamò Gabriele, e sparì in un lampo di luce bianca.

Rimasto solo, Shauri si avvicinò alla finestra, osservando il cielo, dove stava ancora piovendo, con una sua mano che brillava immensamente con la sua magia potentissima di luce, blocco e fermo la pioggia illuminando tutto quanto di un cielo blu e un sole splendente aveva finalmente smesso di piovere. <<Se è vero che vogliono portare l’Apocalisse, è bene che tutti lo sappiano,>> mormorò tra sé. <<Siamo tutti nei guai e io devo avvertire i miei fratelli e colleghi maestri stellari. La scuola è protetta da un incantesimo che allontana le forze del male. Ma una volta che l'oscurità inizierà ad avanzare sulla Terra, l'incantesimo si farà sempre più debole, e io non potrò fare molto. Anche l'incantesimo di protezione di Michele è solo temporaneo. Gli equilibri verranno totalmente stravolti.>>

Shauri si fermò, e i suoi occhi azzurri si riempirono di una risoluta determinazione. <<Ma soprattutto,>> aggiunse a bassa voce, <<dobbiamo scoprire se quel mezzo angelo è davvero il figlio di Lucifero, Nemegdej.>>

sabato 23 maggio 2026

LA PARTENZA DI EDWARD - CAPITOLO 9


La mattina seguente, l'aria nei corridoi della scuola era frizzante e carica del chiacchiericcio degli studenti che si affrettavano verso le aule. Sofia, stringendo i libri al petto, raggiunse il resto del gruppo vicino ai grandi archi di pietra.

<<Ciao, ragazzi!>> esclamò Sofia, stampandosi un sorriso sul viso per scacciare la tensione dei giorni passati.

ì<<Buongiorno a voi,>> rispose Michele. Il suo tono era calmo, ma i suoi occhi scrutavano l'ambiente circostante con una vigilanza quasi militare.

David lo squadrò, sistemandosi lo zaino sulla spalla con un cenno incuriosito. <<Ah, Michele, quindi ti unirai alle lezioni con noi oggi?>>

<<Sì, alla fine sono riuscita a convincerlo,>> intervenne Sofia, scambiando un’occhiata d'intesa con Annie.

<<Sarà un'esperienza,>> commentò Michele. Una vena di sfida attraversò il suo sguardo profondo, e raddrizzò le spalle come se si stesse preparando a scendere su un campo di battaglia piuttosto che in un'aula scolastica. In quel momento, i passi rapidi e decisi del vicepreside risuonarono nel corridoio. Surya stava avanzando verso di loro con un faldone di documenti sottobraccio.

<<A proposito, Surya mi ha chiesto al telefono di aspettarlo qui alla reception,>> disse Sofia, voltandosi verso Michele. <<Ti deve consegnare del materiale.>> 

<<Ah, d'accordo,>> rispose Michele, incrociando le braccia.

<<Eccolo che arriva,>> sussurrò Annie, facendo un piccolo passo indietro per fargli spazio.<<Buongiorno, vicepreside Surya!>>

<<Buongiorno a tutti,>> rispose Surya. Aveva le occhiaie rigate dalla stanchezza, ma cercò di mantenere un tono professionale mentre sfogliava i moduli che stringeva tra le mani. Si fermò davanti a Michele. <<Per capire in quale aula inserirti, Michele, dovremo sottoporti a un test attitudinale. Vedi, in questa accademia ognuno ha i propri doni, le proprie doti e potenziali capacità. I nostri corsi non sono tutti uguali. Dovrai compilare questo foglio. Mi raccomando: rispondi con massima sincerità e a cuore aperto.>> Michele inarcò un sopracciglio, chiaramente contrariato. <<Ma questa non dovrebbe essere solo una copertura? Non posso semplicemente sedermi in classe con Sofia senza fare questo test?>> Surya sospirò, mostrando una pazienza consumata dagli eventi. <<No, Michele. Qualcuno tra il corpo docente o gli studenti potrebbe farti delle domande e insospettirsi per il tuo inserimento improvviso. Partiamo dal principio e sii paziente, te ne prego. Vieni con me nel mio ufficio, lo compilerai lì dove nessuno ti disturberà. Per forza di cose, dovrai saltare la prima ora.>> Il vicepreside si voltò poi verso gli altri ragazzi, agitando leggermente i fogli per congedarli. <<E voi andate in classe, il vostro insegnante sarà lì a momenti.>>

<<Certamente. Andiamo, Sofia,>> disse Annie, prendendo l'amica per un braccio.

<<Ci vediamo dopo, Michele,>> salutò David, incamminandosi lungo il corridoio.

Quando Michele e Surya arrivarono davanti all'ufficio della presidenza, compresero subito che la calma sperata era un miraggio. La porta era socchiusa e dall'interno provenivano voci concitate e il rumore metallico di fibbie e serrature.

Edward e Malakim stavano discutendo animatamente attorno a un enorme baule di legno e ferro battuto poggiato sul pavimento. Edward vi riponeva oggetti magici e pesanti grimori in fretta e furia, con movimenti scattanti; Malakim, con un'espressione esasperata, li riprendeva subito dopo dal baule per rimetterli al loro posto sugli scaffali.

<<Non puoi andartene proprio adesso!>> si lamentò Malakim, strappandogli dalle mani un amuleto d'argento. <<Non ho altra scelta, Malakim! Ma cercherò di fare il più in fretta possibile,>> ribatté Edward senza nemmeno voltarsi, continuando a infilare pergamene nella borsa da viaggio.

Surya si bloccò sulla soglia dell'ufficio, lo sguardo sbarrato sulla confusione che regnava nella stanza. <<Che sta succedendo qui? Edward, perché stai facendo i bagagli?>>

Edward si fermò per un istante, passandosi una mano sul viso stanco. Quando vide Michele, un sorriso teso e tirato gli increspò le labbra. <<Ciao, Michele. Buongiorno. Sei qui per il test d'ammissione, suppongo.>>

<<A quanto pare,>> rispose Michele, osservando con sospetto i preparativi del preside.

<<Purtroppo ho appena ricevuto una chiamata d'urgenza dalla mia scuola di magia a Praga,>> spiegò Edward, e la sua voce si fece improvvisamente grave, priva della solita ironia. <<È una situazione critica, devo partire immediatamente.>>

<<Cosa?>> esclamò Surya, facendo un passo avanti. Il suo viso tradiva una profonda incredulità. <<Cosa sta succedendo anche lì?>>

<<Sembra che i demoni stiano colpendo contemporaneamente le altre mie accademie,>> spiegò Edward, chiudendo di scatto una fibbia del baule. <<Ho il forte sospetto che sia un attacco coordinato per depistare le nostre indagini qui e costringerci a dividerci.>> disse Surya.

Malakim si lasciò cadere su una sedia di pelle, incrociando le braccia al petto con fare furioso. <<Ho provato in tutti i modi a convincerlo a restare, ma non c'è verso di farlo ragionare.>>

<<Edward, dobbiamo proteggere Michele!>> incalzò Surya, stringendo i pugni lungo i fianchi. «Proprio oggi avevamo intenzione di tentare il rito per evocare Lucifero!>>

A quel nome, l'espressione di Edward si irrigidì istantaneamente. I suoi occhi si ridussero a due fessure lucide. <<Lucifero? Siete impazziti! Quello  non vi risponderà mai. Sono secoli che ignora persino le mie chiamate, da quando...>> Si interruppe bruscamente, lo sguardo perso nel vuoto, catturato dal peso di un vecchio ricordo che gli oscurò il volto.

<<Dobbiamo provarci, non abbiamo altre piste!>> insistette Surya, facendo leva sulla disperazione della loro situazione.

<<E allora questo è un motivo in più per cui è bene che io me ne stia lontano,>> ribatté Edward. La sua voce scese a un sibilo gelido che fece correre un brivido lungo la schiena dei presenti. <<In sua presenza potrei fare qualcosa di irrimediabilmente stupido. Volete davvero questo sul vostro groppone>>

Surya rimase un attimo spiazzato. <<No, ma...>>

<<E allora non discutere!>> lo interruppe il preside.

<<Se si tratta di un'emergenza che coinvolge altre vite, non possiamo trattenerlo con la forza,>> intervenne Michele, la cui voce ferma ristabilì un bando di neutralità nella stanza.

Edward  con un cenno del capo, guardando Malakim. <<Bravo, diglielo tu! Non posso fare altrimenti.>>

Surya, tuttavia, non accennava ad arrendersi. Fece un altro passo verso Edward, scrutandolo con apprensione. <<E quando pensi di tornare? E se questa chiamata da Praga fosse solo un'esca per catturare te? Ci hai pensato? In fondo, tu custodisci il Tridente. Hai idea di cosa potrebbero fare i demoni se quel potere cadesse nelle loro mani?>>

<<Il Tridente?>> domandò Michele, la cui curiosità si accese all'istante.

Edward esitò un secondo, poi tese le mani in avanti. Con un debole bagliore azzurrino, fece materializzare tra le sue braccia un'arma magnifica e imponente: un tridente percorso da venature di luce dorata, antico come il mondo stesso. Non appena l'arma apparve, Michele sgranò gli occhi. Senza alcuna esitazione, Michele capì che c'era qualche trascorso sconosciuto tra Edward e Lucifero. 

<<Oh, mio Dio...>> mormorò Michele, e la sua voce vibrò di una sacralità solenne. <<Tu possiedi l'arma della Trinità quella era di Lucifero. Perchè l'hai tu? Sei stato scelto da lui? sei in comunicazione diretta con Shauri, vero?>>

Edward lo fissò dall'alto, visibilmente confuso e a disagio per quella reazione così teatrale. <<Al momento... no. Non proprio,>> rispose, facendo sparire l'arma con un rapido movimento del polso <<Ma, Michele non la avevi già vista il giorno che ti abbiamo aiutato?>> chiese Edward confuso. <<La tua memoria fa ancora i capricci?>>

<<Può darsi, ancora devo riprendermi e la mia memoria è sempre più confusa,  non avevo ancora realizzato che fosse proprio il tridente di Lucifero>> toccandosi la nuca confuso.

Michele senza staccare gli occhi dal punto in cui si trovava l'artefatto. <<In ogni caso, è il tridente di Lucifero i demoni non possono sottrarglielo. È vincolato da una magia di sangue, infatti io non capisco come l'abbia tu e non lui.>>

Malakim scattò sulla sedia, perplesso. <<Magia di sangue di che diavolo stai parlando?>>

<< Come ho appena detto, un tempo quel tridente apparteneva a Lucifero, fu lui a parlarmene, era un dono di Shauri legato alla terra>>spiegò Michele, lo sguardo fisso nel vuoto dei suoi ricordi celesti. <<Serve a governare e bilanciare le energie della Terra, dato che era il pianeta di cui doveva occuparsi lui. Per proteggerlo, Lucifero creò un sigillo di sangue: nessuno può toccare o impugnare quel tridente, a meno che non appartenga alla sua stessa stirpe di sangue è un incantesimo molto potente. Ma Lucifero non ha mai avuto una famiglia. Solo lui può usarlo. Quindi mi chiedo... come hai fatto ad averlo tu, Edward?>>Un'ombra fitta e impenetrabile calò sul volto del preside, che distolse lo sguardo.

Surya guardò l'amico, aggrottando le sopracciglia. <<Ah, le cose stanno così e come mai lo hai tu?>>

<<Sentite, non ho voglia di parlarne adesso>> rispose prendendo il cappotto.

<<Edward, che legame hai veramente con Lucifero?>> lo incalzò Malakim, alzandosi in piedi e piantando le mani sulla scrivania.

<<Niente! È una storia vecchia e complicata, okay e non mi va di parlarne ora chiaro?>> sbottò Edward, sentendosi chiaramente messo alle strette da quel terzo grado. Cercando una via di fuga, indicò la scrivania d'angolo. <<E adesso non ho tempo per le storie. Michele, tu mettiti lì e comincia il test, per favore.>>

<<Sì... scusatemi,>> mormorò Michele, avvertendo la tensione privata che si stava consumando tra i tre maghi.

Si allontanò verso l'angolo della stanza, sedendosi sulla sedia di legno massiccio. Prese la penna e abbassò lo sguardo sui fogli, ma le sue orecchie tese, affilate dalla sua natura angelica, rimasero sintonizzate su ogni minimo sussurro proveniente dal centro della stanza. Edward abbassò drasticamente il tono della voce, curvandosi verso Surya e Malakim. <<Sentite, farò il più in fretta possibile. Mi assenterò solo per qualche giorno e vi manderò un messaggio non appena sarò arrivato a Praga. Tu sei il vicepreside, Surya: lascio a te il comando della scuola. Sorveglia Sofia e proteggi Michele.>> <<Edward,>> lo interruppe Malakim, e la sua voce tornò a farsi lamentosa e preoccupata. <<Surya è ancora estremamente debole, si è svegliato dal coma solo ieri! Se i demoni dovessero sferrare un altro attacco mentre tu sei via, saremo completamente senza difese.>>

<<Non credo che attaccheranno di nuovo questa accademia, non così presto, dopo la figura da beoti che abbiamo fatto fare alle loro avanguardie,>>rispose Edward con freddezza, infilandosi il cappotto da viaggio. <<Stanno cercando qualcosa a Praga, ed è mio dovere difendere anche quella sede. Sapete bene che ho scuole sparse per tutto il globo, e ognuna di esse merita la mia tutela. Ma voi non perdete d'occhio l'angelo... e Sofia.>> Surya fece un passo avanti, abbassando ulteriormente la voce fino a renderla un sussurro impercettibile per un orecchio umano. <<A proposito di Sofia... io devo parlarti, Edward. È una questione di vitale importanza.>> Edward lo bloccò con un gesto imperioso della mano. <<Ne parleremo al mio ritorno. Sofia non deve sapere assolutamente nulla, hai capito, Surya? Finché non riuscirò a mettermi in contatto con Shauri e a capire come riavere quella Spada, tu devi stare zitto. È chiaro?>>

In fondo alla stanza, la mano di Michele si immobilizzò di colpo. La punta della penna rimase sospesa a un millimetro dal foglio, mentre l'angelo registrava quelle parole: parlavano di Sofia e di una spada.

Surya si alterò, il viso che si imporporava per la frustrazione. <<Edward, per favore! Io non ce la faccio più a mentirle. Quando scoprirà che le abbiamo nascosto una cosa simile si arrabbierà a morte con me.>> 

<<Farò in fretta, te lo prometto,>> ribatté Edward, definitivo, mentre stringeva le ultime cinghie della sua borsa.

Malakim, però, non aveva ancora mollato l'osso. <<Edward, un'ultima cosa. Cos'è successo davvero tra te e Lucifero? Brevemente.>>

<<Oh, mio Dio, ancora con questa storia?>> rispose il preside, esasperato, sollevando le braccia al cielo. <<Vi ho detto che non ho la minima intenzione di parlarne adesso!>>

<<Io conosco le leggi della magia di sangue,>> continuò Malakim, ignorando deliberatamente la rabbia dell'amico e incrociando le braccia. <<Come puoi brandire quel tridente se non sei un suo consanguineo? Non potevi nemmeno rubarglielo, data la natura del sigillo. Ma tranquillo, non sforzarti... prima o poi lo scoprirò da solo. A meno che tu non voglia vuotare il sacco...>>

<<Malakim, per l'amor del cielo, taci!>> lo azzittì Edward con uno sguardo che avrebbe potuto incenerire un demone. Poi si voltò verso il suo vice, addolcendo leggermente il tono.<<Ascoltami, Surya. Lo so che questa situazione ti logora. So quanto bene vuoi a Sofia... ma la ragazza non è ancora pronta per sostenere il peso di questa verità. Non abbiamo idea di come quella Spada si manifesterà. Dobbiamo muoverci con estrema cautela. Solo Shauri conosce i dettagli del rituale, non io. Chiaro?>>

Surya abbassò la testa, rassegnato. <<Stiamo parlando di una persona fondamentale per il destino di questo pianeta...>>

<<Sì,>> convenne Edward, il tono che tornò serio e solenne. <<Anche se quel essere di bontà ha abbandonato questo mondo molto tempo fa... e, guardando come stanno andando le cose, inizio a capire il perché. Senza la sua guida, le tenebre sono tornate a reclamare la Terra. Al momento non risponde alle mie invocazioni, forse la sua coscienza si è allontanata troppo da questa dimensione. Ma vi ricordo che qui non stiamo parlando di Excalibur, della spada nella roccia o dell'antica magia di Avalon del mio caro amico Merlino. Questa è una situazione diversa. Si tratta di una vita umana, si tratta di Sofia.>>

Edward si diresse verso la porta, afferrando la maniglia, ma si fermò per un ultimo avvertimento. <<Per sicurezza, oltre alla normale barriera protettiva dell'accademia, ho attivato un sigillo che purifica dalle ombre. Nel caso in cui qualche studente venisse corrotto o manipolato mentalmente da un demone dall'esterno, la barriera spezzerà l'influsso non appena varcherà la soglia, facendogli riprendere il controllo di sé. È una precauzione necessaria, visto il periodo. Ora devo andare.>>

Surya si massaggiò le tempie, visibilmente sopraffatto. <<Edward... io non so se riuscirò a gestire tutto questo da solo. La scuola, la protezione di Sofia, i segreti degli angeli... abbiamo disperatamente bisogno di aiuto.>>

<<Surya ha ragione,>> si intromise Malakim, affiancando il vicepreside mentre Edward apriva la porta. <<Siamo rimasti in pochi. Ci servono rinforzi, specialmente se i demoni hanno iniziato a colpire su scala globale!>>

Un bussare lieve, quasi musicale, interruppe bruscamente la tensione nell'ufficio del preside. Edward, Malakim e Surya si voltarono di scatto verso l'ingresso. Ciò che videro apparire sulla soglia li lasciò momentaneamente senza respiro, congelando qualsiasi parola sulle loro labbra.




sabato 16 maggio 2026

LA SPADA SACRA DI MICHELE E L' INCANTESIMO - CAPITOLO 8


 Nella biblioteca della scuola, il silenzio era rotto solo dal fruscio delle pagine e dal ticchettio della pioggia contro le alte vetrate. Annie sedeva accanto a Michele, osservandolo con una curiosità che non riusciva a contenere. Mentre i ragazzi facevano le loro indagini tra i libri nella solita biblioteca, Annie conversava sottovoce con Michele.

<<Com’è la vita da essere umano, Michele?>> sussurrò lei, chinandosi verso di lui.

Lui sospirò, lo sguardo perso tra le righe di un tomo antico.<<Complicata. Ma la cosa più difficile è gestire le emozioni. Da umano, ogni sensazione è portata all'esasperazione. La rabbia scotta di più, la tristezza è un abisso.>>

Annie gli sorrise dolcemente. <<Forse dovresti solo fare un po' di esperienza. Ti servirebbe svagarti. Magari un giorno potremmo andare a Parigi... ci sei mai stato?>>

<<Certo,>> rispose lui con naturalezza. <<Ma non come umano. Osservavo le città dall'alto, come si osserva il corso di un fiume.>>

Sofia, sentendo il loro confabulare, si intromise con un sorriso ammonitore. <<Parigi? A cosa vai a pensare adesso?>> bisbigliò.

Poco distante, Surya non sembrava stare bene. Il suo viso era insolitamente pallido e un brivido di stanchezza lo costrinse a sedersi bruscamente. Ma non appena si avvicinò a Sofia, una luce dorata, tenue come il primo raggio di sole, lo avvolse come un’aura.

<<Surya?>> mormorò Sofia, sgranando gli occhi. <<Perché sei... luminoso?>>

Lui si appoggiò alle ginocchia, respirando a fondo. <<qualcosa mi sta dando forza. Succede solo quando sono vicino a te.>>  Un piccolo lampo di speranza brillò nei suoi occhi, nonostante la debolezza.

Michele li osservò intensamente, avvertendo qualcosa di profondamente familiare in quella luce, ma senza riuscire a dargli un nome. <<Oggi ti terrò d'occhio finché non starai meglio,>> disse Michele l'angelo a Surya. <<E se serve, interverrò io.>>

<<Pensa a conservare le tue energie, Michele,>> replicò Surya con un mezzo sorriso. <<Ne avrai bisogno.>>

Michele gli prese la mano in un gesto di gratitudine solenne. <<È il minimo che possa fare dopo che mi avete salvato.>>

Nicolas, guardando fuori dalla finestra la pioggia incessante, sbuffò frustrato. <<Questa pioggia non vuole smettere. Michele, credi che sia collegata alla tua presenza?>>

<<No,>> rispose Michele. <<Sono sulla Terra da troppo tempo. Se la mia presenza influenzasse il clima a tal punto, sareste già sommersi da un diluvio universale, ma penso di intuire perchè stia accadendo, gli esseri di luce  come Surya sono più deboli con le tenebre.>>

Sofia riprese il comando della conversazione, facendosi seria. <<Michele, per confonderti con noi studenti, dovremo farti un incantesimo di protezione, come avevamo detto. Uno scudo per non essere percepito dai demoni. Se vorrai andare a Parigi con Annie, ti servirà. Ma ricordati: dovrai imparare a comportarti come un umano, senza dare nell'occhio, anche se capitasse di incontrare una tua statua chissà dove.>>

L'espressione di Michele si fece cupa. <<Frequentare la vostra scuola? Siete impazziti! Io devo trovare i miei fratelli e tornare a casa. I vostri poteri, a parte quelli di Surya e dei suoi fratelli, non bastano a proteggermi. E devo trovare la mia Spada prima che la trovino i demoni.>>

David si avvicinò, parlando in un soffio.<<Questa scuola è protetta da un incantesimo che tiene fuori il male. È l'unico posto sicuro. Se esci di qui da solo, ti riporteranno in quella gabbia. Preferisci davvero rischiare?>>

Michele abbassò lo sguardo, la frustrazione evidente. <<La mia spada... è caduta con me. E non so che forma abbia ora, ma dovrei sentirla. Tazar sa come cercarla e non si fermerà. Se la trovano loro, useranno il suo potere per squarciare le dimensioni. Le trombe hanno già suonato... mancano due rintocchi e l'oscurità divorerà tutto: carestie, guerre, malattie.>>

<<Più di quelle che ci sono già?>> chiese David, sconvolto.

<<Molto peggio. La spada può assumere molte forme: una roccia, un oggetto comune, qualsiasi cosa.>>

Surya lo incalzò con una curiosità strana. <<E sei sicuro di saperla riconoscere?>>

<<Certo! Anche se è la prima volta che sono umano... forse la sentirò solo quando sarò vicinissimo.>> Surya lo incalzò con una curiosità strana. <<Ne sei davvero sicuro?>>

<<Troveremo la spada, Michele, ma dovrai avere pazienza,>> aggiunse, Sofia cercando di rassicurarlo. <<Puoi dirci di più su di lei, così cerchiamo di capire com'è fatta e come riconoscerla?>>

<<Hai detto che può assumere molte forme per confondersi? Ad esempio, qualcosa di materiale come una roccia o una collina... Hai presente la spada nella roccia?>> propose Sofia. 

<<Sì, certo! La leggenda di Re Artù. Ma può essere tante cose.>> Rispose Michele.

<<E in che modo dovresti riuscire a percepirla?>>Chiese Surya.

<<Non lo so. L'unico che può dirmi di più è solo una persona: colui che mi ha dato la vita. Ma è ormai scomparso molti secoli fa, sconvolto e addolorato da come stava progredendo male questo mondo.>> Rispose Michele

<<Curioso... Consiglio di non farvi troppe aspettative, allora, e di guardare in modo più ampio la questione.>> Disse Surya.

<<Quando sono finito sulla terra, il piano di Tazar era di portarmi via la spada,>> spiegò Michele, il suo sguardo era assente, perso in quel ricordo terribile. <<Ma chi mi ha creato deve aver fatto in modo che in casi come il mio, la spada sarebbe stata separata e dispersa. Ma evidentemente, neanche i demoni se lo aspettavano. Speravano che alla mia caduta, avrebbero avuto anche la mia spada. Invece non fu così!>> Un brivido lo scosse. <<Ma forse pensandoci è stato meglio così, ricordo lo sguardo di quell'uomo infuriato, quando lo scoprì, mi metteva i brividi.

<<Chissà chi è questa persona.>> Mormorò Sofia.

<<Di sicuro nulla di buono.>> Rispose Surya.

<<Ma è molto strano, perchè ho sentito un energia provenire da lui molto simile a quella di Edward o addirittura simile a quella di mio fratello Lucifero. Quel suo sguardo mi tormenta e mi sembra di vederlo ancora intorno a me che mi osserva.>> disse Michele.

<<Sicuramente, con tutto ciò che avrai passato in quel luogo, ora sarai traumatizzato. Ti ci vorrà un po' per guarire da tutto questo.>> rispose David

<<Chi è Tazar?>> Chiese Nicolas.

<<Tazar è un demone di alto livello, ha il compito di prendere la mia spada. >> 

<<E l'altra persona ha un energia simile a Lucifero dici, Il signore oscuro? >> chiese Annie preoccupata.

<<Potrebbe essere quella divinità di cui parlava Annie, del libro?>> <<O magari ha a che fare con Lucifero è malvagio.>>

Il discorso scivolò poi sul "Signore Oscuro" e su Lucifero. Michele scosse la testa. <<Lucifero? No non è malvagio. È mio fratello Lucifero.>>

<<Ma qua da noi lo associano a Satana o al diavolo. Michele quale è la verità allora?>>

<<Lucifero, Non ha nulla a che vedere, con il diavolo o Satana o con le storie che leggete nei vostri libri per incutere terrore. Lucifero è l'angelo della luce portare di luce e conoscenza, dell'intelligenza, della magia e dell'alchimia. È solo... molto diverso da me. Siamo gli opposti, anche come pensiero e litighiamo spesso come fanno tutti i fratelli. Ma lui ha un ruolo importante su questa terra ed è quello di osservare voi, di portarvi la conoscenza e rendervi liberi dalle catene. La sua casa è qui sulla terra, a differenza della mia dimensione. Capita che faccia un pò il casca morto con le ragazze essendo anche l'angelo dell'amore passionale, del l'amore libero e sessuale ma a parte questo, non è malvagio>> Raccontava Michele.

<<Ma ciò che è arrivato a noi è ben diverso.>> rispose Sofia

<<È vero,>> continuò, <<forse perchè mio fratello non fa più parte dell'ordine degli angeli e quindi è stato un pò scartato, non è nella mia dimensione, ma perché ha un altro compito. Ripeto: non è cattivo, è solo pazzo, folle scatenato, diverso da me e totalmente opposto a me. Ma con il tempo ha imparato a maturare e a capire voi anche meglio di me,>> disse Michele.

<<Perchè ci è stata raccontato tutto così diversamente?>> Chiese Annie. 

<<Per controllarvi attraverso la paura, dare spiegazioni e scusanti assurde come le guerre religiose?quando in realtà, non è così ma solo scopo di arricchirsi. Quante volte è stato pronunciato il nome di dio per causare morte e distruzione? E sarebbe Lucifero il problema? Vi fanno lavorare una vita intera lavori che spesso non vi piacciono, per pagarvi le medicine in pensione, quando dovreste solo nutrire la vostra anima. Certo, lavorare, ma dovreste fare qualcosa che vi piace e nutre la vostra anima.>>

<<Ed è molto potente come te Michele?>> Chiese David.

Lucifero è più potente di me, conosce ogni arte magica essendo l'angelo della conoscenza, della saggezza, dell'intelligenza, della magia e dell'alchimia. Dell'amore, della passione e della sessualità può davvero aprire molte porte a chi segue i suoi insegnamenti. Protegge le vittime di violenze domestiche, donne e uomini che siano, in modo che trovino la forza di scappare da una vita tossica. Perché l'amore non può essere sfruttato per queste cose così basse. E lui punisce chi lo fa. Non dovrebbe, ma lo fa, lo detesta. È lui che fa confessare ai criminali, nel senso che li manovra in modo che confessino. Non sarebbe il suo ruolo, ma lo fa. Ecco perché alla fine cedono quasi sempre e confessano perchè come portatore di luce ma anche di verità. 

<<Beh sembra che siano tutte quelle cose che in effetti le religioni ostacolano: progresso scientifico conoscenza, donne sottomesse all’uomo...etc...>> aggiunse David

Annie sorrise.<<Quindi è il nostro angelo! Gli chiederò aiuto per il prossimo esame.>>

<<Lucifero svolge bene il suo compito,>> ammise Michele.<<Ma ha un caratteraccio. Non ama essere disturbato da sortilegi. Gli voglio bene, nonostante i suoi difetti, da lui ho imparato molte cose!>>

Se tu dici che lui veglia sulla terra e sugli umani, perché non è riuscito a mettersi in contatto con te o a trovarti?

<<Io credo che ci abbia provato. Probabilmente sa della mia caduta, forse è stato addirittura il primo a saperlo, lui vede tutto ciò che accade sulla terra. Ma mi hanno preso, trascinato via e messo subito in una gabbia anti-angelo protetta da un incantesimo in modo che nessuno potesse sentirmi. Qualcuno mi credeva anche morto per mano dei demoni. Nessuno poteva percepirmi! Solo tu ci sei riuscita, Sofia, e devo ancora capire come sia successo. Ma io penso che Lucifero, oltre a ridere di me adesso visto come sono ridotto, perché è fatto così e noi da fratelli a volte discutiamo molto...>> Ammise Michele.

<<E se proviamo a contattarlo noi?>> chiese Nicolas. 

<<Volete evocare Lucifero?>> domandò Surya infreddolito. 

Sofia tirò fuori un vecchio libro di incantesimi. <<Guarda, qui c'è un rito evocativo per Lucifero. Se lo chiamiamo, saprà che sei qui e potrà aiutarci a trovare la Spada, magari ha qualche indizio?>>

Surya riconobbe il libro. <<Ma questo è mio! Come ci è finito a casa tua, Sofia?>>

<<Forse lo hai dimenticato l'ultima volta che sei venuto a trovarmi,>> rispose lei, sorpresa.

<<Davvero pensi che possa saperlo Lucifero dove si trova la spada di Michele?>> Chiese Surya,

<<Ci credo al 100% che sappia qualcosa, magari l'ha vista.>> rispose convinta Sofia.

Surya con fare soddisfatto e compiaciuto per il successo del suo trucco, guardò il libro. 

<<Lucifero, rito per evocarlo. >> Leggeva Sofia.

Michele si intromise nella discussione <<Ragazzi io però non sono sicuro che funzionerà con lui.>>

<<Ma se hai appena detto che è l'angelo della magia.>> Lo incalzò Annie 

<<Sì, è vero, ma non vuole che venga usata con lui o contro di lui.>> rispose Michele.

<<Non sarà contro di lui, vogliamo solo parlarci. E se vedrà te, capirà perché ti abbiamo evocato.>> disse Sofia.

<<Ok, >> disse Michele. <<Posso provare a convincerlo io. È un bravo comico, quando ci si mette, e preferisce ridere di me, piuttosto che aiutarmi a fare qualcosa.>>

<<Ma in questo caso è un emergenza,>> disse Nicolas, <<provando a rassicurarlo.>> Vedrai che sarà un ottima idea!>>

<<C'è una cosa che mi preoccupa, però.>> Abbassò Michele lo sguardo sul libro.<<Temo che facendo così, i demoni cattureranno anche lui. E questo non posso permetterlo.>>

<<Sì, questo potrebbe essere un problema, in effetti>> ammise Sofia.

<<Tazar ha detto che ucciderà tutti i miei fratelli pur di trovare quella spada. E anche Lucifero ha uno dei talismani che porta con sé, che loro vogliono avere.>>

In quel momento, il telefono di Nicolas vibrò silenziosamente. 

<<Scusate, devo rispondere, >> disse. <<È mia madre.Torno subito.>> Si allontanò dai ragazzi uscendo dalla biblioteca.

<<Dovremo dare un telefono anche a te, Michele, per rimanere sempre in contatto.>>disse Sofia.

<<Un cosa?>> Rispose Michele.

Nicolas ritorna poco dopo.

Nonostante i dubbi di Michele sul temperamento del fratello, il gruppo decise che l'evocazione sarebbe stata l'ultima spiaggia. <<Scusate, mia madre ha invitato le zie a cena, devo scappare. Ci vediamo domani.>> disse Nicolas.

<<Aspettami vengo con te così ci facciamo strada insieme, devo andare anche io,>> Disse Annie.

<<Sì, anche io andiamo>> si aggiunse David.

Poco dopo che i tre se ne andarono, Michele e Surya con Sofia stanchi decisero anche loro di fare una pausa e riprendere più avanti la ricerca.

<<Vi va di andare a cena?>> Chiese Surya.

<<Ma si andiamo anche noi! Così ti tirerai un po su Surya>> disse Sofia.

<<Esatto!>> Rispose Surya sorridendo.

Uscirono dalla scuola e si diressero verso un piccolo locale accogliente poco distante. Una volta seduti al tavolo, dopo aver ordinato, Michele si alzò. <<Ho bisogno di uscire un attimo. Voglio vedere se riesco a percepire i miei fratelli ora che sono fuori dalle mura della scuola.>>

<<Sì, ti ho fatto l'incantesimo di protezione prima di uscire dalla scuola>> disse Sofia.

Quando Michele uscì, il silenzio scese sul tavolo. Surya si appoggiò al gomito, fissando Sofia con un'intensità che la fece arrossire. Lei cercò di nascondersi dietro il menù.

<<Che c'è? Perché mi fissi?>> chiese lei.

Surya sospirò. Era stanco di bugie. Sapeva che i suoi fratelli volevano proteggerla, ma sentiva che Sofia aveva il diritto di sapere la verità sulla sua natura.

<<Dovrei parlarti di una cosa importante. Una cosa che riguarda te... e la Spada.>> disse con tono solenne Surya.

Michele tornò al tavolo con loro.

<<Hai fame, Michele?>> Chiese Sofia sorridendo.

IL PRINCIPE DELLE TENEBRE NEMEGDEJ - CAPITOLO 7



Mentre i ragazzi cercavano di adattarsi alla loro nuova vita e di proteggere Michele, nelle viscere della terra, il vero motore degli eventi si metteva in moto. All'interno di un castello d'ebano perduto tra le nebbie degli Inferi, i demoni tessevano la loro tela. L'obiettivo era chiaro: non volevano solo Michele, ma anche gli alti angeli e i loro talismani. Tazar e i suoi generali discutevano febbrilmente. Il tempo stringeva; gli allineamenti astrali necessari a rintracciare i pezzi mancanti erano imminenti. Improvvisamente, un silenzio glaciale cadde sulla sala quando furono convocati al cospetto del loro principe.

Quella figura non era Tazar, ma un’entità ben più terrificante: Nemegdej. Era lui la mente contorta che aveva orchestrato la caduta di Michele. Per anni la sua identità era rimasta un segreto sussurrato, protetta dalle ombre del suo palazzo tenebroso. Nemegdej apparve alto e fiero, dotato di una bellezza sinistra e magnetica. I capelli, neri come la pece, incorniciavano un volto dai lineamenti affilati, dominato da occhi di un verde smeraldo gelido. Indossava un abito scuro e una mantella con un cappuccio che ne celava parzialmente lo sguardo, decorata da ricami verdi che sembravano pulsare nell'oscurità.

Mentre i ragazzi proseguivano nella loro nuova vita, cercando un modo per aiutare Michele, negli inferi, il vero motore degli eventi si mise in moto. Nelle profondità della terra, all'interno di un castello oscuro, i demoni stavano pianificando la loro prossima mossa. L'obiettivo non era solo Michele, ma anche i talismani che avrebbero usato per far cadere gli altri angeli. Tazar e i suoi colleghi discutevano febbrilmente sul come procedere. Il tempo stringeva, e gli allineamenti per radunare i talismani mancanti erano vicini. In quel momento, i demoni erano tutti al cospetto del loro principe, convocati da lui. La figura che li attendeva non era Tazar, ma una presenza ancora più terrificante: Nemegdej. Era lui, l'individuo dalla mente contorta che aveva fatto cadere Michele. Per mantenere l'identità del loro padrone al sicuro, avevano nascosto la verità. Il suo palazzo, un castello tenebroso, era invaso dalle ombre e nascosto dalle tenebre. Nemegdej era alto e fiero, di una bellezza oscura e sinistra. I suoi capelli erano lunghi e neri come la pece, e i suoi occhi brillavano di un verde smeraldo glaciale. Indossava un lungo vestito nero e una mantella con un cappuccio che nascondeva i suoi lineamenti, decorati con dettagli verdi che risaltavano nell'oscurità.

<<Tazar,>> il grido di Nemegdej fu un ruggito impaziente che fece vibrare le pareti di pietra. <<Dov’è Michele? Voglio una spiegazione. Come avete potuto perderlo? Parla!>>

Tazar si prostrò a terra, le membra scosse da un tremito incontrollabile. <<Principe Nemegdej...>> mormorò con un filo di voce. <<Non sappiamo come sia fuggito dalla cella anti-angelo. Sappiamo dove si nasconde, ma catturarlo è stato... impossibile.>>

Nemegdej scattò in piedi dal trono d'ossidiana. La sua sola presenza emanava un’aura di inquietudine che toglieva il fiato ai presenti.

<<E per quale motivo, di grazia?>> sibilò, avvicinandosi lentamente Nemegdej <<I miei ordini erano semplici: portatemi Michele e il suo talismano.>>

<<L'edificio in cui si rifugia è protetto da un'energia antica,>> balbettò Tazar, il volto pallido come cenere. <<Michele è circondato da maghi e stregoni. Uno di loro impugnava una sorta di forcone magico... ci hanno decimati e immobilizzati. Ci siamo dovuti ritirare.>>

Nemegdej sì fermò bruscamente. <<E le ricerche della Spada?>>

<<Nessuna traccia, mio Signore. Abbiamo setacciato musei e santuari, ma sono tutte imitazioni. Non sappiamo più dove cercare.>>

<<Incompetenti! State solo sprecando il mio tempo!>> urlò il Principe, la voce che rimbombava come un tuono.

Dall'ombra si staccò una figura esile e sinuosa: Anguis, il fedele consigliere. <<Solo gli angeli possono percepire i talismani, Principe,>> disse con una calma serafica e irritante. <<Senza di loro, cerchiamo un ago in un pagliaio di tenebra.>>

Nemegdej si voltò verso di lui, furente. <<Sono dei rammolliti. Michele non ha poteri, eppure è sfuggito tra le dita! La mia pazienza è esaurita. Se non arriviamo a lui, passeremo agli altri. Trovate gli angeli rimasti, a partire da Lucifero, e strappate loro i talismani. Ora andate, sparite dalla mia vista!»

Una sfera di fuoco verde si materializzò nel suo palmo, una minaccia silenziosa che illuminò la stanza di una luce malata.

<<Principe Nemegdej, la prego!>> Implorò Tazar. <<Forse abbiamo un indizio. Michele si trova all'interno di una scuola di magia. Quando ci hanno attaccati, i difensori sembravano provenire tutti da lì. È un luogo che... che forse voi rammentate, Signore ho udito il nome Edward.>>

L’espressione di Nemegdej si pietrificò. La rabbia lasciò il posto a una maschera di gelida sorpresa. Un nome che non sentiva da secoli emerse dal fondo della sua memoria. <<La Scuola di Magia di Edward?>> sussurrò. La sfera di fuoco svanì in un rivolo di fumo nero. <<Cosa c’entra lui in tutto questo?>>

<<Cosa c'entra lui in tutto questo?>>

<<Non ne siamo certi,>> balbettò Tazar, sperando di aver salvato la pelle, <<ma se Michele è lì, è probabile che anche Lucifero si farà vivo, prima o poi.»

Un sorriso perfido increspò le labbra del Principe. <<Voglio che indaghiate subito. Se quella è la base dei nostri nemici, sarà lì che si raduneranno gli altri angeli. Andate!>> I demoni si affrettarono a uscire, ma Tazar esitò. <<Ma Principe... la barriera invisibile... non possiamo entrare.>>

Anguis fece un passo avanti, lo sguardo astuto. <<E poi adesso oltre a Edward, altri due stregoni e una strega proteggono le mura.>>

Nemegdej tornò a sedersi sul trono. <<Potrei andarci io,>> rifletté ad alta voce. <<Conosco quella scuola. Nessuna barriera può tenermi fuori e se so come raggirarla.>>

<<Principe, vi prego, mantenete la calma,>> intervenne Anguis con tono mieloso. <<Non dovreste lasciare il castello proprio adesso.>>

<< Non dirmi di calmarmi!>> sbottò Nemegdej. <<Manca poco alla Luna di Sangue. Se vogliamo riportare Zarath in questo mondo, non possiamo fallire. È un'occasione che si presenta una volta ogni 100 anni!>>

Si avvicinò a una feritoia, osservando le nubi cariche di tempesta che avvolgevano il suo regno compiaciuto perché tutto questo era tutta opera sua e per indebolire gli esseri di luce. Anguis lo raggiunse, posandogli una mano sulla spalla con una confidenza che solo lui poteva permettersi.

<<Lo so, figlio mio,>> disse addolcendo la voce. <<Ti ho trovato anni fa e ti ho cresciuto quando tutti ti avevano voltato le spalle. Non voglio perderti, teniamo questa idea come ultima possibilità sei d'accordo?>>

Nemegdej si scostò con un gesto brusco, scostandosi i capelli neri dal viso. <<Non ho paura. Sono lo stregone più potente di questa era. Per far ascendere Zarath servono i talismani e il mio potere. Non lascerò che il tempo scada.>>

<<Sì è vero sei l'unico in grado di farlo,>> mormorò Anguis con un sorriso manipolatorio. <<Tuttavia l'unico nato dall'unione tra un angelo e una strega, al momento sei solo tu. Rinnegato e figlio di Lucifero... sei l'unico ponte tra le dimensioni. Ma non dimenticare che tuo padre farà di tutto per fermarti. Quindi cerca di mantenere il controllo.>>

<<Non sto perdendo il controllo,>> gridò Nemegdej poi abbassò leggermente la voce più tranquilla, <<ma va bene, facciamo come dici tu, teniamola come ultima opzione per il momento.>>

<<Tu sei in comunicazione psichica con Zarath, sicuramente sarà consigliarti al meglio. Solo tu puoi aprire la dimensione di Zarath e farlo tornare sulla terra da dove fu bandito. Come è scritto nelle profezie.>>

Nemegdej scoppiò in una risata amara, priva di gioia. <<Quando avremo catturato Lucifero, gli strapperò l'anello dalle dita e avrò il piacere di ucciderlo io stesso. Sarà il primo a morire per mano mia.>> Lo sguardo di Anguis non era quello di un padre premuroso, ma quello di un predatore che ammira la sua preda più preziosa. <<Lui ti ha abbandonato al gelo perché ti temeva. Io ti ho cresciuto come mio figlio e ti ho dato un regno. Sii prudente, figlio mio. Per ora, manderò i miei osservatori a indagare sulla scuola. Poi, decideremo come colpire.>> 


sabato 9 maggio 2026

IO SONO MICHELE - CAPITOLO 6




Alla sala grande della scuola di magia i prof Malakim, Surya ed Edward erano insieme che parlavano della giornata trascorsa. 

L'aria era carica di tensione e anche elettrizzata dalla tempesta in corso. La pioggia rumorosa. batteva sul tetto della scuola e sulle finestre, come pesanti sassi contro i vetri e le tegole. Edward preoccupato per la tempesta, osservava alzando lo sguardo verso il soffitto <<Questa tempesta causerà altri danni in città, ci sono già alluvioni sparse e casa mia era allagata ieri sera. Dovrò provare a fermarla io stesso.>>

Malakim lo interrompe <<Edward, dovresti pensare a conservare le tue energie per proteggere la barriera della scuola, gli studenti potrebbero essere in pericolo adesso. Ora dovrai fare molta attenzione anche tu. Se i demoni verranno a sapere come distruggere questa barriera per oltrepassarla, tu potresti essere in pericolo.>>

<<Lo so bene, ma non credo che riuscirò a fermarla a lungo questa tempesta, controllare un clima del genere potrebbe causare problemi ben peggiori di questi, ma anche se per breve tempo, darà il tempo alle acque di ritirarsi per un pò e dare sollievo a tutti noi e a gli abitanti. E anche tu Surya, penso che ne avrai bisogno di un pò di sole.>>

<<Chissà cosa la sta causando?>> mormorò Surya.

<<Le strane vibrazioni ed energie nell'aria temo>> Rispose Malakim.

Poi Edward osservando le ferite di Michele in pena per lui e con la sensazione dentro di se di sconforto <<Surya, porta subito Michele in uno dei nostri dormitori della scuola a riposare.>> 

<<D'accordo vado. Vieni Michele, appoggiati a me, così ti aiuto e ti porto a riposare.>> 

<<Grazie Surya>> disse Michele con voce ancora bassa e debole. 

Surya avvolse un braccio attorno a Michele. <<Vado dal nostro medico della scuola e lo manderò da voi, andate nella stanza 33 quello del reparto vecchio ancora vuoto,>> Propose Edward, camminando leggermente verso l'ospedale della scuola. 

Surya camminando lungo nei corridoi e sostenendo Michele, per aiutarlo a reggersi in piedi. <<Come ha detto Edward ora ti porterò in un dormitorio particolare, è separato dagli altri studenti per il momento, questa parte è ancora in disuso, così potrai stare più tranquillo e al sicuro e sarai distante da occhi indiscreti. Poi decideremo cosa fare con te. Perchè sei un soggetto particolare, qui dentro>> disse sorridendogli per rassicurarlo. 

Nel frattempo alla sala grande... Malakim si avvicinò a Sofia, che stava in disparte notando la sua espressione di stanchezza e la sua caviglia ferita. 

<<Perchè sei ancora qui, non torni a casa? prenderai freddo.>> affermava Malakim avvicinandosi sempre di più a lei, con passo lento ed elegante.

<<Voglio solo assicurarmi che Michele starà bene,>> disse Sofia tendendosi le braccia per il freddo. <<Non so perchè, ma ho una brutta sensazione.>> Aggiunse.

Malakim osservò la sua caviglia ferita.

<<Ti fa male?>>  le chiese con voce calma. <<Hai bisogno di cure anche tu?>>

<<Ma no, rispose Sofia, scuotendo la testa. È solo un graffio, niente di che.>> La sua mente era lontana, ancora bloccata sull'immagine di Michele e delle sue ali ferite.

<<Immagino che sarai anche un pò sotto shock, per quanto è accaduto oggi e avrai tante domande, ma ne parleremo quando starai meglio. Dato che non è cosa che si vede tutti i giorni. Ma, ora puoi tornare a casa, non puoi fare altro più di così, non resta che aspettare che Michele guarisca.>> Disse con voce calma e gentile.

<<Sì, ho tante domande, ma so che qui sarà al sicuro specialmente con i migliori professori del mondo.>> disse Sofia.

<<Ma si, ce ne occupiamo noi. Puoi stare tranquilla. Michele è al sicuro ora qui con noi, così potrai riposare e farti un bel bagno caldo. Ne hai bisogno.>> Disse Malakim 

<<Però io vorrei capire che sta succedendo. >> Disse Sofia sospirando infreddolita. 

Edward li raggiunge nella discussione. <<Malakim ha ragione e domani hai scuola è molto tardi. Ci occupiamo noi di lui, stai tranquilla.>>

Sofia annuì, la sua mente in subbuglio. <<Va bene, allora io vado,>>  disse sopraffatta da tutto ciò che era successo. 

<<Vuoi che ti accompagno? Sai è buio e poi con il temporale fuori.>> chiese Malakim <<No, non serve tanto non abito molto lontano da qui, ma grazie,>> rispose Sofia. <<E chi dorme dopo aver scoperto tutto questo?>> pensò.

Mentre si avviava verso l'uscita, avvolta dai suoi pensieri, Sofia sentiva che doveva avvertire anche i suoi amici di sempre: Nicolas, Annie e David. <<Dovrò raccontare anche a loro cosa è successo oggi, non so se mi crederanno mai, è tutto così assurdo. >>

Intanto... Surya e Michele erano arrivati alla stanza 33 uno dei dormitori della scuola. Era un'ala in disuso, lontana dalle camere degli studenti, di solito molto silenzioso e più buio rispetto a gli altri corridoi, ma riservata agli insegnanti a gli ospiti e ai casi speciali. Il posto era il rifugio perfetto per uno come Michele isolato dal resto delle camere. Entrarono, e Surya fece sdraiare delicatamente Michele sul letto. 

<<Eccoci qui. Sdraiati, ti preparo un bel bagno caldo.>> Michele si lasciò cadere sul letto con un sospiro esausto.

Surya andò nel bagno, il suo sguardo concentrato. Accese i rubinetti della vasca, lasciando che si riempisse di acqua calda. Poi, sollevò le mani e un'energia risanatrice si sprigionò da esse. L'acqua, un attimo prima trasparente, si illuminò di un bagliore dorato, vibrando di una luce curativa prima di tornare normale.

<<Questa energia di luce dovrebbe farlo stare meglio,>> Mormorò Surya sottovoce.

Tornò da Michele, le mani che brillavano di una luce d'oro. Le pose delicatamente sul suo corpo. Non era un massaggio, ma una sorta di pranoterapia. Il corpo di Michele si illuminò per un istante, e Surya convogliò tutta la sua energia per rigenerarlo ed evitare che si indebolisse di nuovo.

<<Come ti senti?>> chiese Surya.

<< Molto meglio, grazie. Ma non dovresti usare la tua magia quando non c'è il sole, sai che cosa ti può succedere. Edward mi ha detto che sono tanti giorni che piove qui.>> Rispose Michele.

Quelle parole gentili di Michele vibrarono nella mente di Surya poi sorrise. <<Mi conosci fin troppo bene, ma hai bisogno di un pò di cura e calore, ora sei un essere umano ma non sei come un comune mortale è necessario che tu ti riprenda in fretta, e che troviamo il modo di riportarti a casa prima possibile.>>  

<<Comunque...Ti ho preparato un bel bagno caldo, con la mia magia di luce. Vedrai che dopo questo starai molto meglio.>>

Mentre Surya portava ancora calore con le mani, notò con sorpresa che fuori, alla finestra, aveva smesso di piovere. Il cielo si stava schiarendo, e la luna finalmente, cominciava a spuntare tra le nuvole. Capì che Edward aveva usato la magia del tridente per fermare la tempesta. <<Oh no, Edward, cosa stai facendo?>> Pensò Surya.

Surya sapeva cosa rischiava anche Edward disperdendo ancora quella sua energia. Il tridente richiedeva tanto sforzo ed energia, per poterlo utilizzare pienamente e ricordava che aveva già usato i suoi poteri per salvare Michele, prima l'incantesimo del mare per passare sotto il mare e poi il resto sull'isola. Dopo circa mezz'ora, aiutò Michele a uscire dal bagno e a rimettersi a letto. Il dottore della scuola che Edward aveva chiamato, si prese cura delle ferite dell'angelo. Michele Sussultò per il dolore <<Ah!>>

<<Scusami,>> disse il dottore, con un tono gentile ma professionale. <<So che fa male, ma è per il tuo bene. Questa ferita è molto profonda, hai rischiato davvero grosso, i ragazzi sono arrivati in tempo.>>

Terminate le cure, salutò tutti con un sorriso <<Mi raccomando assoluto riposo e non utilizzare per nessuna ragione nessuno dei tuoi poteri, perchè sei ancora molto debole, e per di più essere umano adesso.>>

<<Non so neanche quali dei miei poteri mi è rimasto, se solo mio fratello Raffaele fosse qui mi avrebbe guarito in un lampo.>> rispose Michele che aveva nostalgia di casa e dei suoi fratelli.

<<Gli angeli so che hanno comunque tutti una straordinaria capacità di rigenerazione, quindi cerca di avere pazienza, che sicuramente non ci metterai molto a guarire>> rassicurò il medico.

<<Anche se sono un essere umano?>> Chiese Michele.

<<Certo, prima di venire qui mi sono informato, non ho mai curato un vero angelo prima d'ora.>> Rispose il medico. Poi lasciò la stanza, il corridoio che risuonò dei suoi passi. Michele era finalmente al sicuro e stava meglio.

Improvvisamente, l'intera scuola tremò, una scossa da una violenta esplosione. Erano le sfere di fuoco dei demoni, che si scagliavano contro la barriera magica della scuola. L'energia demoniaca, rabbiosa e feroce, avvertiva la presenza di Michele che era uscito da quel luogo sacro e cercavano di forzare l'ingresso per catturarlo di nuovo, dato che era ormai scappato dalle loro grinfie. Edward, nella sala centrale, teneva il suo tridente in mano, il volto teso. La sala rotonda in marmo era il suo punto di osservazione perfetto. 

<<Sapevo che ci avrebbero attaccato. Avvertono la sua energia da qui.>>

Surya corse fuori dai dormitori, il panico nei suoi occhi. <<Dobbiamo uscire, dobbiamo proteggere la scuola!>>

<<Surya, sapevamo che sarebbe successo.>> Urlò Edward a Surya la sua risposta era chiarissima.

<<Sì, andiamo>> gridò Surya.

In tutto questo trambusto, Sofia non se ne era ancora andata. Una voce nella sua testa gli risuonava e diceva di restare ancora un pò. E probabilmente era per questo. Sofia avrebbe incontrato i demoni nel suo cammino, mettendosi in pericolo? Si era nascosta in biblioteca, come suo solito fare, sperando poi di riuscire a vedere almeno per qualche minuto Michele prima di tornare a casa e parlargli. L'attrazione verso di lui era tale da impedirle di ragionare, ed usare la sua solita logica. L'energia dell'angelo la attraeva verso di lui e voleva capirne il motivo. Cos'era quella energia che sentiva? Ma quando sentì il fracasso dell'attacco, uscì immediatamente, correndo per i corridoi e Edward la vide correre.  

<<Ma non doveva essere a casa lei?>>  mormorò, incredulo Edward.

<<Avrebbe incontrato i demoni per strada da sola, sono felice che sia rimasta, dovrebbe restare qui con Michele>> disse Surya. Edward lanciò uno sguardo, che non ammetteva scusanti. 

<<Ok,vado io!>> Alzo la voce e rispose Surya. 

Nella scuola era il caos. Gli studenti erano nel panico ed erano usciti dai dormitori per vedere cosa stesse succedendo. Edward con autorità e tramettendo assoluta sicurezza ai ragazzi. <<Nessuno esca dalla scuola senza alcun motivo e senza il mio permesso. E non fate gli eroi, affrontando i demoni da soli! >> tuonò, la sua voce che sovrastava il rumore delle esplosioni. Surya e Malakim raggiunsero Sofia. La barriera magica della scuola era una difesa formidabile, ma la potenza dei demoni era grande, e le sfere di fuoco continuavano a colpire senza sosta, causando terremoti ed esplosioni.

Surya e Malakim che erano con Sofia avevano visto Edward da solo in difficoltà, che afferrava di nuovo il tridente, che brillava nella grande sala. Sapevano che se la barriera resisteva era per via di Edward e lui ora era in pericolo, Malakim decise di dargli una mano. << Surya, Sofia, restate qui!>>

<<Vengo anche io!>> disse Surya

<<No Surya, tu hai bisogno del sole>>  resta a proteggere gli studenti ordinò Malakim.

<<Surya, non andare. Aspetta!>> Surya si fermò, voltandosi verso Sofia che lo faceva esitare. I suoi occhi erano terrorizzati, spaventati per lui. 

<<Sofia, io devo andare se ad Edward dovesse succedere qualcosa, la barriera della scuola scomparirà e non potremo più proteggere nessuno di voi neanche Michele. Non posso lasciare i miei fratelli da soli.>>

Sofia era immobile, la sua mente in subbuglio. <<Tu resta qui al sicuro. Non uscire. Va' da Michele alla stanza 33 e stai con lui.>> Surya, vinto dall'emozione, cedette in un abbraccio. Sofia ricambiò, stringendolo a sé con tutta la sua forza.

<<Scusami per tutto>> sussurrò Surya.

In quel momento, Michele raggiunse la sala, barcollando ma camminava molto meglio di prima. Vide l'abbraccio tra i due, e i suoi occhi si posarono sulle esplosioni che si sentivano sul soffitto. Sofia lo vide arrivare.

<<Cosa ci fai qui? Torna a letto!>> Alzò la voce Sofia.

<<Non capivo cosa stesse succedendo e sono corso a vedere.>>Rispose Michele, cercando di tenersi in piedi per le scosse di terremoto, causate dei demoni. 

Gli studenti nel panico correvano su e giù per la scuola in cerca di un riparo e cercavano con la loro seppur debole ancora magia, di proteggere anche loro la scuola dagli esseri demoniaci, oltre a loro stessi. Volevano tutti bene al preside Edward e tenevano molto alla scuola e cercavano di dare anche loro il contributo come potevano.  

Intanto, Surya raggiunse i fratelli. 

Malakim, Edward e Surya uscirono allo scoperto, all'entrata della scuola, e attaccarono i demoni, difendendo la preziosa scuola. Edward, con il suo tridente, scagliò potenti sfere di energia, che si trasformarono in uragani di fuoco e spazzarono via i demoni, grande e potente era la forza i Edward in quel momento che faceva paura anche ai demoni. Poi Malakim, con la sua spada


Khopesh, e una luce forte come una stella luminosa usciva dalla lama imprigionando i demoni in sfere di luce per poi spazzarli via come bolle di sapone. Infine, Surya si trasformò in un essere di pura luce, gigantesca come un sole, accecando, bruciando e sciogliendo via ogni demone, la potenza era tale da far tornare per un pò il giorno.

<<Ma questi non sono poteri di un mago o di uno stregone.>> disse uno dei demoni all'altro. <<Già, non conosco questo potere. Ritiriamoci e riferiamo tutto al capo.>> I demoni, sconfitti, si ritirarono a gambe levate. Surya, esausto, riprese le sue sembianze normali, ma il suo corpo precipitò a terra, senza forze.

<<Surya!>> Gridarono all'unisono Edward e Malakim. 

Malakim prese il fratello in braccio <<Surya, fratello mio,>> Urlò, ma lui non dava segni di svegliarsi. 

Era completamente privo di conoscenza, e la sua mano, che Malakim aveva provato a sollevare, cadde inerte. Il panico invase il cuore di Malakim.

<<Edward, ha usato i suoi poteri e non c'era il sole da giorni ormai!>> Disse Malakim tenendo la mano che era fredda come il ghiaccio. <<Portiamolo dentro.>> disse Edward.

Portarono Surya su un divano nella sala principale, cercando di farlo riprendere.

<<Surya svegliati>> chiamava Malakim la sua voce era terrorizzata. Edward era li ad osservare impassibile, non sapeva cosa fare.

<<Ha perso troppe energie!>> disse Malakim ormai in lacrime per il fratello. <<Ha usato i suoi poteri nonostante i giorni di pioggia e siamo anche di notte adesso. Ha avuto poca luce solare in questo mese. È stato incosciente, dannazione! >>

<<Non avevamo molta scelta, ho provato a fermarlo, ma lui...>> rispose Edward.

<<Surya, mi senti?>> Chiamava Edward. <<Forse Shauri saprebbe cosa fare>>.

<<Smettila,>> interrompendolo Malakim singhiozzando. <<Lui non ci aiuterà, lui non verrà, se ne è andato e ci ha abbandonati tutti.>> 

<<Malakim, non è così, ha già salvato Sofia, ci aiuterà anche con lui.>>

<<Ha salvato lui Sofia?>> Chiese Malakim.

<<Sì,>> Rispose, ma era una cosa che doveva restare tra noi due, per questo che voi non lo sapete, ancora.>>

<<Quindi lui ha già fatto ritorno? E perchè io non l'ho mai avvertito?>> Chiese ancora Malakim.

<<Credo sia stato lui a bloccare la possibilità di sentirlo..>>

<<Quindi non ci ha abbandonati?>> Sorrise finalmente Malakim.

<<Credi davvero che non avrebbe pensato almeno a Michele? Ci ha affidato Sofia per una ragione! Lo sai cosa succede con la spada in mano ai demoni, richiameranno una apocalisse solo con quella, è stato con noi tutto il tempo.>> 

<<Scusami, mi dispiace, ero arrabbiato. E poi anche tu con il tridente hai rischiato di morire oggi, hai usato troppo il suo potere, >> Disse Malakim calmandosi finalmente. 

<<Ma va, voi mi sottovalutate, io sono un grande, la terra mi protegge,>> rideva con la sua posa da supereroe fiera e il suo tridente. <<Senti, io credo che dormirà un po' ma poi starà bene.>> Aggiunse Edward <<per fortuna non è stato letale, dato che come vedi respira ancora. Portiamolo a dormire.>>

Edward e Malakim portarono Surya in una stanza da letto per farlo riposare nei dormitori. Edward tornò a vedere se Sofia e Michele stavano bene.

<<E Surya?>> Chiese Sofia.

<< Mi dispiace Sofia, ma Surya, subito dopo l'attacco è crollato senza forza. Ora sta riposando,>> Avvertiva Edward.

<<Sta male?>> chiese Sofia.

<<Si riprenderà, deve solo dormire vai a casa Sofia, e questa volta davvero, ci vediamo domani mattina. Io devo rimettere a posto questo pasticcio,>> Disse Edward osservando il disordine causato dai demoni con le mani tra i capelli. <<E tu Michele, torna nella tua stanza,>> mentre vagava verso di lui. 

Michele si intromise <<Ma non può restare qui per una notte? datele una di quelle stanze vuote, vicine a me, non vedi come sta? Sono ore che vi dico di pensare a lei.>>

Sofia era commossa dalla gentilezza di Michele i suoi occhi erano lucidi e Michele la guardava con quegli occhi azzurri così belli e teneri, da farle battere forte il cuore all'impazzata. <<Sì, è possibile? voglio restare qui, posso vedere Surya solo per un attimo? E pagherò l'affitto della mia stanza se serve.>>

<<Va bene puoi restare>> disse Edward << Ma Surya, sta dormendo ora.>>

<<Non voglio svegliarlo, voglio solo vederlo un attimo.>>

<<Sofia, dovresti pensare a te stessa adesso davvero, vai a riposare.>> gli sorrise Michele.

 <<Vai, potrai andare da  Surya domani mattina adesso saresti solo di disturbo alle cure mediche>> urlò Edward, la sua voce severa.

<<Surya si è messo in pericolo per causa mia?>> disse guardando verso il basso demoralizzata. 

<<No, doveva proteggere la scuola>> rassicurava Edward. <<Non è colpa tua.. Sofia, stai tranquilla, starà bene. Ma devi pensare anche a te stessa, Michele ha ragione, guardati sei congelata, vai prenditi la stanza 7 più indietro a quella di Michele e riposati un pò, domani Surya starà meglio, forse...>>

<<Più indietro? Ma è lontana dalla mia stanza>> Si accorse Michele, stranito. 

<<Tu credi?>> Disse Edward. <<Forse è meglio se per il momento, voi due ve ne state ben distanti.>>

<<E Surya sa benissimo cavarsela.>> disse Edward <<è figlio del sole d’altronde>> Aggiunse Michele.

<<Va bene, almeno tu Michele vedo che stai meglio>> E con queste parole, Sofia si incamminò verso la stanza 7 dalla scuola.

Il mattino seguente, a scuola, regnava il caos. Gli studenti parlavano dell'attacco che c'era stato la sera prima, voci e mormori di corridoio. 

Nella stanza dove giaceva Surya dove ancora non si era risvegliato e un dottore, lo stesso che aveva già curato Michele esaminava i suoi parametri vitali. Edward e Malakim lo osservavano con i volti tesi, preoccupati. Il dottore stava iniettando una medicina a Surya, ma non dava ancora segni di miglioramento. 

Fuori, la situazione era peggiorata. La pioggia era tornata più forte di prima. Una tempesta furiosa si scatenava sulla scuola, di nuovo. 

<<E così ha ripreso a piovere>> disse Edward, osservando la tempesta fuori dalla finestra. Io ieri sono riuscito a interromperla solo temporaneamente, e solo per una notte, ma oggi ha ripreso. Non riesco a capire quale sia la causa, Michele ormai si sta riprenendo.>>

Il dottore si rivolse a loro con un tono più rassicurante. 

<<Sì ho controllato anche l'angelo. Lui sta bene e ha doti di auto guarigione eccezionali basta che ancora non utilizzi i suoi poteri è ancora presto e deve ancora abituarsi alla nuova condizione.>>

<<Certo, e perché c'è la spada vicino a lui, >> pensò Edward. <<Ma anche grazie a Surya, che gli ha dato la luce che gli serviva, così mi ha detto Michele poco fa. 

<<bene.>>  Rispose il dottore. <<Io non posso fare nient'altro per Sir Surya. Ha bisogno di riposare e di luce solare. E se lo portate da qualche altra parte? Che ne so, alle Hawaii?>> propose il medico.

<<Sta piovendo anche alla Hawaii>> rispose Edward <<in tutto il mondo sembra stia piovendo.>>

<<Incredibile e più grave di quello che pensavo>> Rispose il medico.

 <<e noi abbiamo bisogno di lui qui adesso>> 

E comunque sarebbe solo temporaneo,  mio fratello ha bisogno di tanto sole in questo paese per usare i poteri e riprendersi completamente, >> aggiunse Malakim. <<E non potrà fare niente messo così>> disse Malakim.

Il dottore rimboccò le coperte a Surya e uscì, lasciando i due fratelli nel loro silenzio carico di preoccupazione.

Annie, Nicolas e Sofia stavano nella stanza di Michele per sapere di più di lui e Michele aveva spigato tutto quanto l'accaduto.

<<Ma perché sei qui? >> Dice a Michele Annie.

<<C'è per caso una apocalisse in arrivo? Questa pioggia spiegherebbe tutto, tipo non so diluvio universale?>> chiese Nicolas.

<<Come angeli possiamo scendere sulla terra quando vogliamo per un breve periodo ogni volta. Ma non per causare apocalissi e per lo meno non nel modo in cui è successo a me, senza alcun potere e da mortale.>>

<<Ok, ma chi può avere un potere così potente da farti diventare mortale facendoti perdere i tuoi poteri?>> Chiese David.

<<Non lo so... >> Rispose Michele. 

Michele preso dalla consapevolezza di quanto gli era accaduto disse <<Ma ho visto uno strano ragazzo con loro, con i demoni, che dava gli ordini ai demoni, questi non agiscono per comodo loro ma sotto comando suo, ma non era un vero demone è molto potente e forse anche più o quasi come Edward.>> Toccandosi il capo cercando di ricordare <<Ma io ricordo che stavo combattendo contro dei demoni mi hanno lanciato qualcosa a dosso, tipo una polvere strana. >> Si passò una mano tra i capelli cercando di ricordare l'accaduto. <<So solo che poi mi sono risvegliato sulla terra in sembianze umane. E essendo una creatura non materiale. Poi mi hanno portato in una prigione. Io non avevo mai provato dolore fisico, siamo spiriti di luce. Ma ora sono umano e sento tutto, non capisco cosa mi sia successo. Ho perduto la mia spada, al mio risveglio pensavo l'avessero presa i demoni ed invece ho scoperto che era svanita nel nulla e non la avevo più con me. E quindi volevano sapere da me dove fosse finita, e mi hanno torturato per avere informazioni che io non avevo. Molti dei miei poteri dipendono dalla mia spada. Senza di lei sono perduto e non posso combattere i demoni per mantenere l'equilibrio cosmico in questo mondo, ci sarà come un rovescio della medaglia.>> Continuò, un velo di tristezza nel suo sguardo. 

<<Ho provato a chiedere aiuto, a comunicare con i miei fratelli, ma nessuno mi ha risposto. Temo mi abbiano impedito di restare in comunicazione con gli altri angeli. Sembra che oltre alla perdita della spada, abbia anche perso il potere di comunicare con i miei fratelli, come facevo un tempo.>> disse Michele.

<<Ma certo, uno spirito di luce! È così che sei entrato in comunicazione con Sofia! Adesso tutto torna, >> disse David pensando a quello che diceva. 

<<Solo i miei fratelli o la mia spada potevano ricevere la mia chiamata di soccorso. Non ho idea del motivo per cui abbia raggiunto Sofia.>> disse Michele osservando Sofia.

<<Suppongo che qualcuno ha fatto in modo che ci mettessimo in contatto perchè io ti trovassi.>> disse Sofia. <<avevi bisogno di un essere umano, visto che non raggiungevi più gli angeli tuoi fratelli. Dobbiamo farti ritornare nel tuo mondo prima che quei demoni ti riprendono.>> Disse Sofia.

<<Mmmh.. Ma secondo me Sofia ha un dono che la  predispone alla comunicazione con esseri angelici anche se umani, come Michele una sorta di dono, che si sta sviluppando in questo periodo, sento forte questa sensazione>> disse Nicolas. 

<<In effetti potrebbe essere, anche se sono persone rarissime>> Rispose Michele.

<<Comunque sempre che possa tornarci lassù. C'è solo una persona che forse può riportarmi lì, e sono anni e secoli che non si fa più vivo su questo mondo. Comunque vi ringrazio, e devo molto anche a Surya, che sta male adesso.>> mentre Michele si alzava da letto.

<<Lui è fatto così, dovresti vederlo. Non si abbatte mai davanti a nulla, e perciò io penso che tornerà presto a splendere.>> disse Sofia convincendo persino se stessa, che sarebbe guarito.

<<Se esce il sole, si riprenderà certamente, lui ha bisogno della luce del sole per vivere è un figlio del sole>> esclamo Michele. 

<<Figlio del sole?>> Chiese incuriosito David

<<Sì sir Surya, come Edward figlio della terra e poi Malakim figlio dell'universo e anche loro hanno un punto debole proprio come Surya ed è meglio che i demoni non lo scoprano mai..>> rispose Michele.

<<Questo noi non lo sapevamo.>> Disse Nicolas. 

<<Un figlio del sole>>  disse Annie <<pensavo fosse una leggenda. Ma in effetti non poteva essere altrimenti è proprio una bella persona >>

<< Tu conosci questa storia?>> Chiese Nicolas.

<<L'avevo letta in un libro. Parlava di tre divinità degli avatar in realtà, mandate sulla terra per proteggere la nostra terra, la divinità del sole, della terra e dell'universo mandano i loro avatar per intrvenire in delle situazioni. C'era anche quella della distruzione e dell'oscurità. Quella della creazione e della luce. Queste ultime luce ed oscurità sono quelle più importanti e non devono essere turbate da uno squilibrio cosmico e che non deve essere stravolto per nessuna ragione. Queste due ultime sono le più potenti e distruttive, però vedo che al momento ci sono solo Malakim, Surya ed Edward. >> Disse Annie. <<Dovrò leggere questo libro..>> Disse Sofia

<<Chissà cosa stanno pianificando?>> chiese Nicolas.

<<Neppure io lo so. Non so cosa stanno pianificando quei demoni. Non so chi ci sta dietro a tutto questo, ed è terrificante. C'era anche un ragazzo come ho accennato prima, aveva dei poteri magici, ma era diverso dagli altri demoni. Non era un demone è come se non dovesse trovarsi lì e fosse tutto sbagliato, avevo questa sensazione che quello non fosse il suo mondo, lo vedevo avvolto da una coltre di oscurità, ma l'energia sua non era di un demone.>>

<<Lo scopriremo. Penso che tu abbia trovato le persone giuste per aiutarti, perché siamo dei maghi in gamba e possiamo fare delle ricerche alla scuola di magia. Adesso, però, dobbiamo andare a lezione!>> disse Sofia.

Il gruppo uscì e si imbatté nel corridoio in Edward e Malakim, i cui volti scuri e preoccupati li fecero fermare di colpo <<C'è qualcosa che non va con Surya. >> mormorò Sofia. <<Me lo sento.>>

<<Guardate le loro facce. Sembrano sconvolti.>> Rispose Nicolas.

<<Ragazzi, io vado a vedere se si è ripreso. Voi andate in classe, vi raggiungo subito.>> Disse Sofia ai ragazzi.

<<Fai presto o ti perdi la prima ora, poi ci racconti dopo.>>

<<Ma chi sostituirà il professor Surya in sua assenza?>> chiese Nicolas mentre andavano via.

Mentre i ragazzi andavano verso la loro classe, lasciando Sofia da sola, lei si diresse di nascosto nella stanza di Surya. Lo trovò ancora addormentato, tranquillo. Si fece triste, il cuore che le si stringeva nel petto. Sofia entrò nella stanza in silenzio. Il volto di Surya, solitamente così luminoso, ora era pallido.

<<Ancora sta dormendo,>> sussurrò, con il cuore che le si stringeva in petto.

Si sedette su una sedia accanto al letto, prendendogli la mano. Lo guardò, le lacrime che le scorrevano silenziose sulle guance, e cominciò ad accarezzargli la fronte e le guance con profondo affetto. La sua mente vagò ai ricordi, ai bei momenti trascorsi insieme. Il primo incontro nel giardino della scuola, lei incuriosita dalla melodia di un flauto che non aveva mai sentito prima. E poi lui, Surya, che suonava, ignaro del fatto che sarebbe diventato uno dei professori più amati della scuola. La sua empatia, la sua energia, la sua adorazione per la danza... erano tutti ricordi che le facevano male. Mentre piangeva, stringendo le mani di Surya con amore, qualcosa di incredibile accade. Le sue mani, improvvisamente, iniziarono a brillare di luce propria. Non capiva cosa stesse succedendo, ma quella luce, calda e intensa, avvolse il corpo di Surya. Sofia, sotto shock, si alzò immediatamente, lasciando la sua mano. La luce svanì all'improvviso, e per un istante, si sentì persa. Ma poco dopo, con sua grande sorpresa e sollievo, Surya si risvegliò, i suoi occhi che si aprivano lentamente. Surya si svegliò con un lungo sbadiglio, allungando le braccia come se avesse dormito solo per poche ore. 

<<Oooooouuu>> mormorò Surya, strizzando gli occhi e sbadigliando. Sofia lo osservava, sbalordita, nascondendo le mani che si stavano raffreddando dopo la luce che avevano emesso. <<Ma cosa ci faccio qui?>>  chiese Surya, strofinandosi gli occhi. Poi notò Sofia che lo fissava e imbarazzato, si coprì dato che non era presentabile, con le lenzuola. <<Hey, che ci fai qui? >> Nessuna ragazza può entrare nella mia stanza mentre dormo>> rimproverava Surya.

<<Emmh... >> balbettò Sofia. <<Tu proprio non ti ricordi, eh? Hai combattuto contro i demoni e poi hai dormito per ore. Abbiamo salvato Michele, ricordi?>>

<<Ah, oh caspita, è vero! Adesso mi ricordo, esclamò Surya, il suo viso che si illuminava.>>

<<Eravamo preoccupati per te,>> confessò Sofia. Ma adesso devo proprio andare in classe perché c'è lezione. Tu riposa, mi raccomando. 

<<Mah, quanto ho dormito? chiese Surya, la sua voce ancora un po' impastata dal sonno. <<Aspetta, non andare via!>> disse confuso.

Sofia non gli rispose. Corse fuori dalla camera, chiudendo la porta con un tonfo, si appoggiò ad essa e si coprì il viso con le mani, completamente frastornata. <<Ma che cosa è successo?>> pensò.

Proprio in quel momento, Surya si alzò dal letto e aprì la porta, facendo cadere Sofia. 

<<Ooooh aiutooo!>> gridò lei, in un mix di sorpresa e imbarazzo.

Surya, con un riflesso fulmineo, la prese al volo, sollevandola tra le sue braccia. Si guardarono intensamente per un lungo, lunghissimo istante. Il cuore di Sofia batteva all'impazzata. Arrossì violentemente, e Surya, sorridendo, cercò di rompere la tensione.

<<Oh, mi... mi dispiace. Non volevo, balbettò,>> cercando di rimetterla in piedi. 

<<Dovevo fare attenzione.>> Continuando a sorridere, le disse: <<Sei stata gentile a passare a trovarmi.>> sorrideva Surya.

<<Ah, sì beh! Volevo sapere come stavi>> disse Sofia il viso era arrossito. Sofia lo guardò. Il cuore le batteva all'impazzata. Surya le sorrise, un sorriso radioso che le fece dimenticare ogni cosa. Poi le fece l'occhiolino, e in quell'istante, il respiro le si bloccò in gola. Sofia distolse immediatamente lo sguardo, il viso le andò a fuoco. Si coprì la faccia con le mani, desiderando solo di sparire. Era imbarazzata, sopraffatta dall'emozione. Non era solo la sorpresa di vederlo lì, in piedi, sano e salvo, carino ma la sua vicinanza, la sua gentilezza e quel gesto giocoso che l'aveva fatta sentire così... emozionata.

<<Devo avvisare i miei fratelli e dire che sto bene.>> Disse Surya calmando la situazione. Sofia tornò normale, si riprese e si ricompose e gli dice. <<si sembravano molto preoccupati per te. 

<<Ma c'è una cosa che non ho capito.>> Affermo Surya. <<Oh accidenti!>> controllando il suo orologio. disse Surya <<Devo andare in classe a tra poco. Ciao!>> Mettendosi in cammino verso la presidenza per incontrare Edward. 

Sofia era rimasta di sasso che quasi stava per svenire a terra dal batticuore che aveva. 

Prima delle lezioni Michele, già completamente ripreso, stava in piedi nella sala grande a parlare con Edward. Le sue ferite erano quasi sparite, e sembrava quasi un'altra persona.



<<Sto molto bene adesso,>> disse Michele. <<Grazie per esservi occupati di me,>> disse Michele sorridendo, pieno di gratitudine.

<<Non ti preoccupare,>>rispose Edward con un sorriso. <<Io ho sempre pensato che tu fossi ancora vivo da qualche parte, dovevamo solo trovarti>> Rispose Edward.

In quel momento, Surya entrò nella sala, camminando con passo deciso e salutando gli allievi della scuola. Edward lo guardò, sbalordito arrivare. Surya sembrava in perfetta forma, come se non fosse mai svenuto e non si fosse nemmeno reso conto di cosa gli fosse successo la sera prima.

<<Ehi,>> disse Surya, con il suo solito tono spensierato. Si può sapere cosa devo fare per avere qualcosa da mangiare? Ho una fame da lupi.>>  esclamo Surya affamato.

<<Ma ti sei svegliato?>> esclamò Edward, incapace di nascondere la sua sorpresa. <<Il dottore diceva che...>>

<<Stai bene?>> lo interrompeva Michele, gli occhi che gli brillavano di gioia. <<Sono così contento!>>

<<Già,>> rispose Surya, ridendo. <<Vieni a mangiare qualcosa con me?>>

Edward scosse la testa, ancora incredulo. <<Proprio non capisco come sia potuto succedere.>> Poi, si rivolse a Michele, la sua espressione si fece di nuovo seria. <<Ma Michele, dovrai fare attenzione. Se uscirai dalla scuola, sarai esposto. 

Dimmi, ti è rimasto qualche potere o sei completamente umano ora?>> Chiese Edward.

<<Qualcosa è andato storto per i demoni, rispose Michele. Oltre ad aver perduto la spada, che secondo i demoni non era previsto, ho ancora alcuni dei miei poteri da angelo. Anche se sono debole e al momento non posso utilizzarli su raccomandazione del medico. Ma sono quelli che non occorre la spada, quindi li ho ancora. I demoni volevano sapere perchè la mia spada fosse svanita nel nulla. Ma io non so niente, non mi ricordo.

E poi sono stati loro a combinare questo caos, perciò come posso saperlo?>> disse Michele agitando le braccia.

Era il pomeriggio dopo le lezioni. Sofia stava chiacchierando con Annie, i libri stretti tra le mani, quando si accorsero che Surya e Michele stavano bene ed in piedi, si trovavano nella grande sala. Sofia guardò Michele, e in quell'istante, una forte energia si scatenò tra loro, era come se intorno a loro non ci fosse nulla solo loro due Sofia e Michele che si guardavano. Michele stava parlando con i ragazzi,  avvertì una presenza, una forza che lo stava chiamando. Si voltò di scatto e vide che era Sofia che lo stava osservando da lontano. Il mondo intorno a loro scomparve, tutto intorno a loro era svanito avvolto da una nebbia. Gli studenti, il brusio, i libri... tutto svanì. Rimasero solo loro due, a guardarsi, come se l'universo li avesse voluti isolare in quel preciso istante. Sofia notò la sua bellezza, la sua fierezza, la purezza di quegli occhi. Il suo cuore non smetteva più di battere all'impazzata, e un calore inaspettato le si diffuse in tutto il corpo. Ma la magia si interrompe bruscamente quando Surya richiamo la sua attenzione <<Ehi, Michele, mi stai a sentire?>> lo richiamò Surya.

Michele si voltò, risvegliato dalla voce di Surya, che lo riportò alla realtà. Si guardò intorno, ancora scosso, e si chiese cosa fosse quell'energia che proveniva da Sofia.

<<Sì, scusami.>>  rispose a Surya. <<Mi sono distratto,>> poi pensò <<Che strano che cos'era quella sensazione?>> chiedeva tra se Michele.

Sofia e Annie si incamminarono di nuovo per i corridoi con i libri in mano, dirette alla biblioteca. L'agitazione della mattinata si era un po' placata, ma l'aria era ancora tesa.

<<Sai, Annie,>> esordì, la sua voce un sussurro. <<Mi succedono cose strane da quando Michele è arrivato.>>

<<Davvero?>> chiese Annie, il suo sguardo si fece serio. <<Che cosa è successo?>>

<<Non lo so, >> rispose Sofia guardando le sue mani come se fossero estranee per quello che era accaduto quella mattina. <<Sento delle strane vibrazioni e questa mattina credo di aver risvegliato io Surya.>>

<<Cosa? E come?>> Chiese Annie spalancando gli occhi sorpresa.

<<Non ne ho idea, ma è successo.>> Sofia le mostrò le sue mani. 

<<Mentre Surya dormiva, io gli tenevo la mano e le mie mani hanno iniziato a illuminarsi di una luce bianca e calda. Poi la luce è diventata sempre più grande e ha invaso il corpo di Surya, e poco dopo lui si è svegliato. Può essere una coincidenza?>> chiese Sofia.

<<Mmmh,>> mormorò Annie, <<Non lo so Sofia hai mai avuto a che fare con dei poteri di guarigione prima d'ora?>> 

Il cuore di Sofia batteva all'impazzata. 

<<No>> disse Sofia. << E queste sensazioni che sento... non le avevo mai provate prima, ma ora che è arrivato Michele. Credi che abbia a che fare con il sogno? Michele dice che in realtà non era un messaggio per me diretto e non ha saputo spiegarmi il motivo..>>

<<Quindi, non ti era mai successo di avere dei poteri di guarigione. Sembra come se ti avesse sbloccato qualcosa non trovi? Chissà forse Nicolas ha ragione.>> disse Annie.

<<Forse perchè non ero capace?>> Rispose Sofia. 

<<Dovresti avvertire Surya, allora. Magari lui saprà cosa ti accade o Michele. Ma se non sei sicura di volerlo fare, possiamo chiedere al mio oracolo.>>  Propose Annie.

Sofia, improvvisamente, distolse lo sguardo, come se volesse scappare da quella conversazione. 

<<Annie,>>disse, il suo tono che cambiava bruscamente. <<Andiamo in biblioteca a cercare informazioni su Michele e su come possiamo aiutarlo.>> propose Sofia.

<<Io dubito che troveremo qualcosa del genere nella nostra biblioteca,>> disse con sospiro Annie.

lo sguardo di Annie si spostò rapidamente da Sofia, e i suoi occhi si spalancarono appena.

<<C'è Michele, che sta venendo verso di noi>> mormorò Annie, un barlume di sorpresa che le attraversò il viso.

Sofia si voltò. Il suo cuore perse un battito. 

<<Sta venendo verso di noi? Forse sa che parliamo di lui?>> chiese Sofia.

Non c'era tempo per rispondere. Michele stava proprio andando verso di loro.

<<Devo conoscere questa ragazza se voglio scoprire che sta succedendo, >> pensava Michele, la sua mente era concentrata solo su Sofia.

Con i libri ancora stretti tra le mani, Sofia sentì il respiro farsi più affannoso. Il suo viso andò a fuoco, e i suoi occhi non potevano staccarsi da lui. Annie, vedendo quanto fosse bello Michele, arrossì anche lei. Le due amiche rimasero ferme, aspettando che lui le raggiungesse.

Michele sorrise e si avvicinò con gentilezza ed eleganza dalle ragazze il suo sorriso era celestiale. <<Ciao Sofia, come stai?>> chiese Michele. 

<<Hey, ciao io sto bene e tu? >> Rispose Sofia, il cuore che le batteva ancora forte nel petto. Si sentiva in imbarazzo, ma l'urgenza di aiutarlo prevaleva. 

<<Sto molto bene oggi, grazie a te Sofia>> Sorrise Michele. 

Annie che lo stava ormai osservando con quello sguardo di come se fosse piombata all'improvviso in un un mondo paradisiaco, poi pensò <<Chissà se gli angeli sanno baciare?>>

<<Stavamo giusto parlando di te. Volevo cercare argomenti su di te per aiutarti>> disse Sofia 

<<Posso venire anche io?>> chiese Michele.

<<Sì, vieni con noi, >> rispose Annie <<Potrebbe tornarci utile.>>

Poco dopo, li raggiunse anche Surya, camminando con un'andatura un po' incerta, ancora provato dal troppo uso di magia.

<<Surya, vieni con noi?>> chiese Michele.

<<Perchè no?>>  Rispose Surya con un sorriso. <<Andiamo in biblioteca. Ma prima passo a prendere qualcosa da mangiare..>>

<<Sta ancora piovendo fuori. >> Gli fece notare Sofia.

<<Il mio stomaco ha bisogno di cibo! >> esclamò Surya. si strinse le spalle. <<Ho bisogno anche di un bagno caldo.>> Sento freddo.

<<Ancora non capisco come ti sei risvegliato senza il sole.>> Disse Michele guardandolo con espressione confusa. 

<<In effetti è inaspettato, è praticamente la notizia del giorno>> rispose Surya. <<Ma è da quando sono sveglio che mi sento gelare tutto il corpo.>>

Michele, con un'espressione di profonda compassione, toccò la spalla di Surya, e le sue mani si illuminarono di una luce bianca. Un calore rinvigorente avvolse Surya. Proprio in quel momento, Sofia sentì il suo cuore battere forte nel petto, come un tamburo <<Grazie,>> disse Surya, con gli occhi spalancati.

<<Sofia, va tutto bene?>> chiese Annie, notando l'espressione di shock sul viso dell'amica.

<<Sì, rispose Sofia,>>  la voce era un sussurro. <<Solo che è strano... di nuovo quella sensazione, quando lui è in mia presenza.>>

Surya, dopo aver assorbito il calore, osservò Sofia e il suo sguardo si fece serio. Comprese che la presenza di Michele adesso poteva metterla in confusione. Ma la magia di Michele era temporanea, e perciò Surya percepiva ancora quel freddo gelido nelle sue vene.

<<Andiamo!>> disse Surya, avviandosi verso la biblioteca.

Mentre camminavano, Annie, con l'aria di chi ha avuto un'idea geniale, disse: <<Sai, Sofia, stavo pensando che se Michele vuole stare con noi, deve comportarsi come un essere umano. E non fare tutto il vago misterioso!>>

<<Già, potresti iscriverti a scuola e fingerti un allievo, gli studenti si accorgeranno di te in giro prima o poi e si chiederanno a quale classe appartieni, dato che sei in questa scuola. Solo uno studente o un insegnante può frequentarla>> suggerì Surya. <<Passeresti inosservato, visto che dormi nei nostri dormitori.>>

<<Sarebbe l'ideale per confondersi,>> aggiunse Annie. <<In fondo, sembri avere la nostra età.>>

<<questo è sempre stato il mio aspetto,>> disse Michele.

<<Un pò diverso da come ti raffigurano di solito sulla terra.>> Rispose Annie

<<E dovrai fare i conti con le emozioni umane adesso, come rabbia, tristezza, eccitazione e forse anche sessuale.>> disse Surya

<< Che, sessuale?>> disse Michele sorpreso. 

<<Concordo con Annie credo ci siano molte esagerazioni.>> aggiunse Sofia. <<Ti hanno dipinto come un guerriero generale gerarchico o chissà cosa al comando di un esercito di angeli.

<<Ma non sono io questo, nel mondo da dove provengo non esistono gerarchie, siamo tutti fratelli, non esiste distinzione o separazione, ma solo amore e adoriamo la musica. E l'idea del generale è tutta fantasia terrestre dato che sulla terra hanno vissuto tra le guerre penso sia questa l'ispirazione, ma non serve essere un generale o un guerriero per difendere qualcuno a volte basta il dialogo. Ma credo che Lucifero saprebbe spiegarvi meglio di me, dato che è stato a lungo a osservare voi, vi conosce molto bene.>>

<<Io stavo pensando di usare un incantesimo di protezione contro i demoni.>> Continuò Surya. 

<<Per evitare che possano percepire la tua presenza fuori dalla scuola. In fondo, è un bene che ti sia messo in contatto con Sofia. >> disse Annie.

<<Una grande idea!>> esclamò Sofia. 

<<In questo modo nessuno può percepire la sua presenza senza avere a che fare con un mago o un demone. Michele può stare benissimo senza le sue ali e assumere sembianze umane, sarà un gioco da ragazzi confonderli.>> aggiunse Annie. 

Una volta arrivati in biblioteca, David e Nicolas li raggiunsero avevano ricevuto un messaggio da Annie sul loro smarthphone di raggiungerli.

<<Ragazzi, ma secondo voi sarà davvero possibile farlo tornare nella sua dimensione, e se non fosse così?>> Disse Nicolas. <<Cosa accadrebbe nel caso in cui Michele finisse per essere ucciso per mano di un demone ora che è umano?>> sussurrò a David, cercando di non farsi sentire da Michele. <<In fondo, è lui che dovrebbe occuparsi di questo e delle forze malvagie.>>

<<Gli equilibri vengono stravolti, disse una voce.>> Michele si era intromesso nel loro farfuglio. guardandoli con uno sguardo che non lasciava dubbi.

<<Cavolo, Michele, mi hai spaventato! Ma non è che tu leggi nel pensiero?>> chiese David

<< Scusaci, Michele,>> disse Sofia, sentendosi in colpa,  <<se abbiamo parlato della tua possibile morte.>>

<<Ho un udito da felino, certo non funziona sempre ma a volte sento qualche sussurro,>>  rispose Michele. 

<<Non vi preoccupate, non morirò. Adesso sono ben protetto.>> disse Michele fiducioso. 

<<La spada è vicina, più di quanto pensate! Non ci vorrà molto prima che risponda a lui.>> rivelava Surya 

<<Devo trovarla in fretta. Senza la spada i demoni avranno accesso facile sulla terra e non potrò esorcizzarli sarà il caos mondiale, ci saranno guerre e persecuzioni.>> disse Michele. 

<<Io ho la sensazione che i demoni non ci daranno vita facile d'ora in avanti.>> disse Sofia.

<<Qualcosa mi dice che lo scopriremo presto!>> Aggiunse Surya, mentre tutti si incamminavano.

A PRESTO CON IL PROSSIMO CAPITOLO  


MAGIA PROIBITA - CAPITOLO 10

Ed era finalmente arrivato Shauri. Questo era il nome dell'essere che avanzava nella stanza. Una figura straordinaria, ultraterrena; un...