La mattina seguente, l'aria nei corridoi della scuola era frizzante e carica del chiacchiericcio degli studenti che si affrettavano verso le aule. Sofia, stringendo i libri al petto, raggiunse il resto del gruppo vicino ai grandi archi di pietra.
<<Ciao, ragazzi!>> esclamò Sofia, stampandosi un sorriso sul viso per scacciare la tensione dei giorni passati.
ì<<Buongiorno a voi,>> rispose Michele. Il suo tono era calmo, ma i suoi occhi scrutavano l'ambiente circostante con una vigilanza quasi militare.
David lo squadrò, sistemandosi lo zaino sulla spalla con un cenno incuriosito. <<Ah, Michele, quindi ti unirai alle lezioni con noi oggi?>>
<<Sì, alla fine sono riuscita a convincerlo,>> intervenne Sofia, scambiando un’occhiata d'intesa con Annie.
<<Sarà un'esperienza,>> commentò Michele. Una vena di sfida attraversò il suo sguardo profondo, e raddrizzò le spalle come se si stesse preparando a scendere su un campo di battaglia piuttosto che in un'aula scolastica. In quel momento, i passi rapidi e decisi del vicepreside risuonarono nel corridoio. Surya stava avanzando verso di loro con un faldone di documenti sottobraccio.
<<A proposito, Surya mi ha chiesto al telefono di aspettarlo qui alla reception,>> disse Sofia, voltandosi verso Michele. <<Ti deve consegnare del materiale.>>
<<Ah, d'accordo,>> rispose Michele, incrociando le braccia.
<<Eccolo che arriva,>> sussurrò Annie, facendo un piccolo passo indietro per fargli spazio.<<Buongiorno, vicepreside Surya!>>
<<Buongiorno a tutti,>> rispose Surya. Aveva le occhiaie rigate dalla stanchezza, ma cercò di mantenere un tono professionale mentre sfogliava i moduli che stringeva tra le mani. Si fermò davanti a Michele. <<Per capire in quale aula inserirti, Michele, dovremo sottoporti a un test attitudinale. Vedi, in questa accademia ognuno ha i propri doni, le proprie doti e potenziali capacità. I nostri corsi non sono tutti uguali. Dovrai compilare questo foglio. Mi raccomando: rispondi con massima sincerità e a cuore aperto.>> Michele inarcò un sopracciglio, chiaramente contrariato. <<Ma questa non dovrebbe essere solo una copertura? Non posso semplicemente sedermi in classe con Sofia senza fare questo test?>> Surya sospirò, mostrando una pazienza consumata dagli eventi. <<No, Michele. Qualcuno tra il corpo docente o gli studenti potrebbe farti delle domande e insospettirsi per il tuo inserimento improvviso. Partiamo dal principio e sii paziente, te ne prego. Vieni con me nel mio ufficio, lo compilerai lì dove nessuno ti disturberà. Per forza di cose, dovrai saltare la prima ora.>> Il vicepreside si voltò poi verso gli altri ragazzi, agitando leggermente i fogli per congedarli. <<E voi andate in classe, il vostro insegnante sarà lì a momenti.>>
<<Certamente. Andiamo, Sofia,>> disse Annie, prendendo l'amica per un braccio.
<<Ci vediamo dopo, Michele,>> salutò David, incamminandosi lungo il corridoio.
Quando Michele e Surya arrivarono davanti all'ufficio della presidenza, compresero subito che la calma sperata era un miraggio. La porta era socchiusa e dall'interno provenivano voci concitate e il rumore metallico di fibbie e serrature.
Edward e Malakim stavano discutendo animatamente attorno a un enorme baule di legno e ferro battuto poggiato sul pavimento. Edward vi riponeva oggetti magici e pesanti grimori in fretta e furia, con movimenti scattanti; Malakim, con un'espressione esasperata, li riprendeva subito dopo dal baule per rimetterli al loro posto sugli scaffali.
<<Non puoi andartene proprio adesso!>> si lamentò Malakim, strappandogli dalle mani un amuleto d'argento. <<Non ho altra scelta, Malakim! Ma cercherò di fare il più in fretta possibile,>> ribatté Edward senza nemmeno voltarsi, continuando a infilare pergamene nella borsa da viaggio.
Surya si bloccò sulla soglia dell'ufficio, lo sguardo sbarrato sulla confusione che regnava nella stanza. <<Che sta succedendo qui? Edward, perché stai facendo i bagagli?>>
Edward si fermò per un istante, passandosi una mano sul viso stanco. Quando vide Michele, un sorriso teso e tirato gli increspò le labbra. <<Ciao, Michele. Buongiorno. Sei qui per il test d'ammissione, suppongo.>>
<<A quanto pare,>> rispose Michele, osservando con sospetto i preparativi del preside.
<<Purtroppo ho appena ricevuto una chiamata d'urgenza dalla mia scuola di magia a Praga,>> spiegò Edward, e la sua voce si fece improvvisamente grave, priva della solita ironia. <<È una situazione critica, devo partire immediatamente.>>
<<Cosa?>> esclamò Surya, facendo un passo avanti. Il suo viso tradiva una profonda incredulità. <<Cosa sta succedendo anche lì?>>
<<Sembra che i demoni stiano colpendo contemporaneamente le altre mie accademie,>> spiegò Edward, chiudendo di scatto una fibbia del baule. <<Ho il forte sospetto che sia un attacco coordinato per depistare le nostre indagini qui e costringerci a dividerci.>> disse Surya.
Malakim si lasciò cadere su una sedia di pelle, incrociando le braccia al petto con fare furioso. <<Ho provato in tutti i modi a convincerlo a restare, ma non c'è verso di farlo ragionare.>>
<<Edward, dobbiamo proteggere Michele!>> incalzò Surya, stringendo i pugni lungo i fianchi. «Proprio oggi avevamo intenzione di tentare il rito per evocare Lucifero!>>
A quel nome, l'espressione di Edward si irrigidì istantaneamente. I suoi occhi si ridussero a due fessure lucide. <<Lucifero? Siete impazziti! Quello non vi risponderà mai. Sono secoli che ignora persino le mie chiamate, da quando...>> Si interruppe bruscamente, lo sguardo perso nel vuoto, catturato dal peso di un vecchio ricordo che gli oscurò il volto.
<<Dobbiamo provarci, non abbiamo altre piste!>> insistette Surya, facendo leva sulla disperazione della loro situazione.
<<E allora questo è un motivo in più per cui è bene che io me ne stia lontano,>> ribatté Edward. La sua voce scese a un sibilo gelido che fece correre un brivido lungo la schiena dei presenti. <<In sua presenza potrei fare qualcosa di irrimediabilmente stupido. Volete davvero questo sul vostro groppone>>
Surya rimase un attimo spiazzato. <<No, ma...>>
<<E allora non discutere!>> lo interruppe il preside.
<<Se si tratta di un'emergenza che coinvolge altre vite, non possiamo trattenerlo con la forza,>> intervenne Michele, la cui voce ferma ristabilì un bando di neutralità nella stanza.
Edward con un cenno del capo, guardando Malakim. <<Bravo, diglielo tu! Non posso fare altrimenti.>>
Surya, tuttavia, non accennava ad arrendersi. Fece un altro passo verso Edward, scrutandolo con apprensione. <<E quando pensi di tornare? E se questa chiamata da Praga fosse solo un'esca per catturare te? Ci hai pensato? In fondo, tu custodisci il Tridente. Hai idea di cosa potrebbero fare i demoni se quel potere cadesse nelle loro mani?>>
<<Il Tridente?>> domandò Michele, la cui curiosità si accese all'istante.
Edward esitò un secondo, poi tese le mani in avanti. Con un debole bagliore azzurrino, fece materializzare tra le sue braccia un'arma magnifica e imponente: un tridente percorso da venature di luce dorata, antico come il mondo stesso. Non appena l'arma apparve, Michele sgranò gli occhi. Senza alcuna esitazione, Michele capì che c'era qualche trascorso sconosciuto tra Edward e Lucifero.
<<Oh, mio Dio...>> mormorò Michele, e la sua voce vibrò di una sacralità solenne. <<Tu possiedi l'arma della Trinità quella era di Lucifero. Perchè l'hai tu? Sei stato scelto da lui? sei in comunicazione diretta con Shauri, vero?>>
Edward lo fissò dall'alto, visibilmente confuso e a disagio per quella reazione così teatrale. <<Al momento... no. Non proprio,>> rispose, facendo sparire l'arma con un rapido movimento del polso <<Ma, Michele non la avevi già vista il giorno che ti abbiamo aiutato?>> chiese Edward confuso. <<La tua memoria fa ancora i capricci?>>
<<Può darsi, ancora devo riprendermi e la mia memoria è sempre più confusa, non avevo ancora realizzato che fosse proprio il tridente di Lucifero>> toccandosi la nuca confuso.
Michele senza staccare gli occhi dal punto in cui si trovava l'artefatto. <<In ogni caso, è il tridente di Lucifero i demoni non possono sottrarglielo. È vincolato da una magia di sangue, infatti io non capisco come l'abbia tu e non lui.>>
Malakim scattò sulla sedia, perplesso. <<Magia di sangue di che diavolo stai parlando?>>
<< Come ho appena detto, un tempo quel tridente apparteneva a Lucifero, fu lui a parlarmene, era un dono di Shauri legato alla terra>>spiegò Michele, lo sguardo fisso nel vuoto dei suoi ricordi celesti. <<Serve a governare e bilanciare le energie della Terra, dato che era il pianeta di cui doveva occuparsi lui. Per proteggerlo, Lucifero creò un sigillo di sangue: nessuno può toccare o impugnare quel tridente, a meno che non appartenga alla sua stessa stirpe di sangue è un incantesimo molto potente. Ma Lucifero non ha mai avuto una famiglia. Solo lui può usarlo. Quindi mi chiedo... come hai fatto ad averlo tu, Edward?>>Un'ombra fitta e impenetrabile calò sul volto del preside, che distolse lo sguardo.
Surya guardò l'amico, aggrottando le sopracciglia. <<Ah, le cose stanno così e come mai lo hai tu?>>
<<Sentite, non ho voglia di parlarne adesso>> rispose prendendo il cappotto.
<<Edward, che legame hai veramente con Lucifero?>> lo incalzò Malakim, alzandosi in piedi e piantando le mani sulla scrivania.
<<Niente! È una storia vecchia e complicata, okay e non mi va di parlarne ora chiaro?>> sbottò Edward, sentendosi chiaramente messo alle strette da quel terzo grado. Cercando una via di fuga, indicò la scrivania d'angolo. <<E adesso non ho tempo per le storie. Michele, tu mettiti lì e comincia il test, per favore.>>
<<Sì... scusatemi,>> mormorò Michele, avvertendo la tensione privata che si stava consumando tra i tre maghi.
Si allontanò verso l'angolo della stanza, sedendosi sulla sedia di legno massiccio. Prese la penna e abbassò lo sguardo sui fogli, ma le sue orecchie tese, affilate dalla sua natura angelica, rimasero sintonizzate su ogni minimo sussurro proveniente dal centro della stanza. Edward abbassò drasticamente il tono della voce, curvandosi verso Surya e Malakim. <<Sentite, farò il più in fretta possibile. Mi assenterò solo per qualche giorno e vi manderò un messaggio non appena sarò arrivato a Praga. Tu sei il vicepreside, Surya: lascio a te il comando della scuola. Sorveglia Sofia e proteggi Michele.>> <<Edward,>> lo interruppe Malakim, e la sua voce tornò a farsi lamentosa e preoccupata. <<Surya è ancora estremamente debole, si è svegliato dal coma solo ieri! Se i demoni dovessero sferrare un altro attacco mentre tu sei via, saremo completamente senza difese.>>
<<Non credo che attaccheranno di nuovo questa accademia, non così presto, dopo la figura da beoti che abbiamo fatto fare alle loro avanguardie,>>rispose Edward con freddezza, infilandosi il cappotto da viaggio. <<Stanno cercando qualcosa a Praga, ed è mio dovere difendere anche quella sede. Sapete bene che ho scuole sparse per tutto il globo, e ognuna di esse merita la mia tutela. Ma voi non perdete d'occhio l'angelo... e Sofia.>> Surya fece un passo avanti, abbassando ulteriormente la voce fino a renderla un sussurro impercettibile per un orecchio umano. <<A proposito di Sofia... io devo parlarti, Edward. È una questione di vitale importanza.>> Edward lo bloccò con un gesto imperioso della mano. <<Ne parleremo al mio ritorno. Sofia non deve sapere assolutamente nulla, hai capito, Surya? Finché non riuscirò a mettermi in contatto con Shauri e a capire come riavere quella Spada, tu devi stare zitto. È chiaro?>>
In fondo alla stanza, la mano di Michele si immobilizzò di colpo. La punta della penna rimase sospesa a un millimetro dal foglio, mentre l'angelo registrava quelle parole: parlavano di Sofia e di una spada.
Surya si alterò, il viso che si imporporava per la frustrazione. <<Edward, per favore! Io non ce la faccio più a mentirle. Quando scoprirà che le abbiamo nascosto una cosa simile si arrabbierà a morte con me.>>
<<Farò in fretta, te lo prometto,>> ribatté Edward, definitivo, mentre stringeva le ultime cinghie della sua borsa.
Malakim, però, non aveva ancora mollato l'osso. <<Edward, un'ultima cosa. Cos'è successo davvero tra te e Lucifero? Brevemente.>>
<<Oh, mio Dio, ancora con questa storia?>> rispose il preside, esasperato, sollevando le braccia al cielo. <<Vi ho detto che non ho la minima intenzione di parlarne adesso!>>
<<Io conosco le leggi della magia di sangue,>> continuò Malakim, ignorando deliberatamente la rabbia dell'amico e incrociando le braccia. <<Come puoi brandire quel tridente se non sei un suo consanguineo? Non potevi nemmeno rubarglielo, data la natura del sigillo. Ma tranquillo, non sforzarti... prima o poi lo scoprirò da solo. A meno che tu non voglia vuotare il sacco...>>
<<Malakim, per l'amor del cielo, taci!>> lo azzittì Edward con uno sguardo che avrebbe potuto incenerire un demone. Poi si voltò verso il suo vice, addolcendo leggermente il tono.<<Ascoltami, Surya. Lo so che questa situazione ti logora. So quanto bene vuoi a Sofia... ma la ragazza non è ancora pronta per sostenere il peso di questa verità. Non abbiamo idea di come quella Spada si manifesterà. Dobbiamo muoverci con estrema cautela. Solo Shauri conosce i dettagli del rituale, non io. Chiaro?>>
Surya abbassò la testa, rassegnato. <<Stiamo parlando di una persona fondamentale per il destino di questo pianeta...>>
<<Sì,>> convenne Edward, il tono che tornò serio e solenne. <<Anche se quel essere di bontà ha abbandonato questo mondo molto tempo fa... e, guardando come stanno andando le cose, inizio a capire il perché. Senza la sua guida, le tenebre sono tornate a reclamare la Terra. Al momento non risponde alle mie invocazioni, forse la sua coscienza si è allontanata troppo da questa dimensione. Ma vi ricordo che qui non stiamo parlando di Excalibur, della spada nella roccia o dell'antica magia di Avalon del mio caro amico Merlino. Questa è una situazione diversa. Si tratta di una vita umana, si tratta di Sofia.>>
Edward si diresse verso la porta, afferrando la maniglia, ma si fermò per un ultimo avvertimento. <<Per sicurezza, oltre alla normale barriera protettiva dell'accademia, ho attivato un sigillo che purifica dalle ombre. Nel caso in cui qualche studente venisse corrotto o manipolato mentalmente da un demone dall'esterno, la barriera spezzerà l'influsso non appena varcherà la soglia, facendogli riprendere il controllo di sé. È una precauzione necessaria, visto il periodo. Ora devo andare.>>
Surya si massaggiò le tempie, visibilmente sopraffatto. <<Edward... io non so se riuscirò a gestire tutto questo da solo. La scuola, la protezione di Sofia, i segreti degli angeli... abbiamo disperatamente bisogno di aiuto.>>
<<Surya ha ragione,>> si intromise Malakim, affiancando il vicepreside mentre Edward apriva la porta. <<Siamo rimasti in pochi. Ci servono rinforzi, specialmente se i demoni hanno iniziato a colpire su scala globale!>>
Un bussare lieve, quasi musicale, interruppe bruscamente la tensione nell'ufficio del preside. Edward, Malakim e Surya si voltarono di scatto verso l'ingresso. Ciò che videro apparire sulla soglia li lasciò momentaneamente senza respiro, congelando qualsiasi parola sulle loro labbra.

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